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Classici

L’inizio dell’avventura

Questo è il primo di una serie di articoli, per chi, come me e mio padre, nutre una passione verso il mondo delle armi che hanno fatto la storia e del loro uso nelle competizioni. In questa prima puntata forniremo alcune informazioni che potrebbero essere utili soprattutto per coloro vogliono avvicinarsi, conoscere e magari vivere questa passione

di Eros Testi

Eccoci qui a parlare, forse per la prima volta su una rivista nazionale, del campionato UITS ex-ordinanza a 100 metri. Questo articolo è il primo di una (si spera) seguita rubrica dedicata al mondo delle ex-ordinanza e ad un campionato ormai molto conosciuto dagli appassionati. Anche se non si riuscirà a vedere tutte le armi nel dettaglio, si vuole comunque cercare di trasmettere la passione che questa disciplina comporta. Si tratterà quindi di una serie di articoli imperniati su svariati aspetti del campionato, dalle armi utilizzate, alle tecniche di tiro, passando anche dalla ricarica e dai “trucchi del mestiere”. Magari riusciremo con questa serie di articoli ad incuriosire ed avvicinare anche chi “di ex-ordinanza non ne ha mai voluto sapere”.

continua la lettura a pag. 78 N. 38/2015

BALISTICA IMPERFETTA

Se la scienza della balistica terminale può essere considerata imperfetta, l’effimero quanto osannato potere d’arresto certamente lo è! Gli effetti dei proiettili sparati nel corpo umano sono imprevedibili e il presente articolo ne offre un saggio.

Di Tony Zanti
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Nella balistica terminale, ossia quella branca della scienza della balistica che studia gli effetti dei proiettili d’arma da fuoco sui corpi animati, quindi, specificamente sul corpo umano, grande potere idiomatico assumono alcuni termini roboanti, quali: “potere d’arresto”, “cavitazione temporanea” e “deposito dell’energia”. I suddetti termini posseggono tratti e significati che si prestano a varie interpretazioni, a volte contrastanti tra loro. Come al solito, dobbiamo distinguere tra i dati scientifici – o quelli che si suppongono essere tali – e i fenomeni dettati dall’immaginario collettivo. I dati di fatto, poi, ossia quelli che sono oggettivamente osservabili nelle vasche degli obitori, sono decisamente contrastanti con le ipotesi e le congetture antecedenti l’accertamento dei fatti.

continua la lettura a pag. 62 N. 38/2015


Buona anche la terza

Acquistare ed usare nel XXI secolo un revolver Colt SAA è come decidere di comprare una carrozza Brewster & Co. per farsi una scampagnata. Pur da tempo soddisfatti utilizzatori di una replica, non abbiamo resistito all’impulso di acquistare questo Colt, spinti dalla curiosità di studiare e provare una delle più recenti versioni del revolver più copiato al mondo

di Giovanni Arnone
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I puristi del marchio Colt e gli “snob al contrario”, che preferiscono le copie agli originali, storcono il naso quando si tratta di seconda e terza generazione dei revolver della Casa di Hartford, in quanto li ritengono una sorta di "replica di se stesso". In realtà non è proprio così. Il modello 1873 Single Action Army è sempre stato prodotto in maniera pressoché continua e le generazioni di armi che si sono susseguite negli anni sono state la conseguenza delle modifiche tecnologiche e produttive inevitabili con il passare degli anni.
La domanda che ci dobbiamo porre non è quale sia il vero Colt SAA, ma perché sia ancora prodotto dopo 150 anni. La risposta è semplice: continua ad esserci domanda, basta osservare i dati produttivi dal 1873 al 2007, riassunti nei tre grafici.
La Prima guerra mondiale, la grande depressione e l’avvento delle nuove pistole semiautomatiche sembravano aver segnato il destino dei revolver SAA e, alle soglie della Seconda guerra mondiale, la produzione cessò.

continua la lettura a pag. 40 N. 38/2015

Un'occasione quasi irripetibile

Un’incredibile asta di sole Parabellum organizzata dalla Hermann Historica di Monaco di Baviera: 248 lotti con 178 esemplari, fra cui Kaiserreich, navali, Lange pistole, Reich, polizia, svizzere, olandesi, svedesi, portoghesi, American Eagle, serbe, persiane e siamesi!

di Adriano Simoni
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Incredibile ma vero! Il prossimo 28 aprile si terrà a Monaco di Baviera, presso la prestigiosa casa d’aste Hermann Historica, una delle più belle aste, forse la più ricca ed interessante degli ultimi tempi. Saranno battute ben 178 Parabellum (come le chiamano in Germania e in Svizzera) più un'altra pistola, la madre di tutte le Luger, una splendida Borchardt C93 accessoriatissima. Va da sé, data la rarità dei pezzi, che quasi tutti i lotti partono da stime elevate e solo pochi si collocano al di sotto dei mille euro.

continua la lettura a pag. 24 N. 38/2015

La forza del made in Italy

La Beretta Defence Technologies  è una multinazionale a guida italiana in grado di competere validamente sui mercati internazionali con i concorrenti dell'Est e dell'Ovest. Con un vantaggio: l'essere formata da aziende leader nei vari settori di competenza

di Paolo Tagini
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La Beretta Defense Technologies nasce nel 2013 come alleanza strategica fra quattro aziende che fanno capo alla Beretta Holding: la Fabbrica d'Armi Pietro Beretta di Gardone Valtrompia, la Benelli Armi di Urbino, la finlandese Sako e la tedesca Steiner. Grazie a questa unione sinergica di forze, è stato così creato un solo soggetto in grado di competere sui mercati interazionali delle forniture, degli equipaggiamenti e degli armamenti destinati all'impiego militare e al Law Enforcement. Ciò rappresenta un vantaggio, perché le necessità in questi campi dei governi e delle agenzie di sicurezza sono sempre più complesse e articolate e un'offerta completa, proveniente da un unico soggetto, permette dunque di meglio soddisfare tutta la domanda del mercato.
Le quattro aziende che formano la BDT non hanno certo bisogno di presentazioni.

continua la lettura a pag. 62 N. 37/2015


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