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Classici

La via più facile

Nei delitti d'impeto l'autore prende la prima cosa gli capita in mano, anche se spesso e volentieri non trova niente e usa le  proprie mani. Esistono però degli oggetti che sono considerati strumenti che facilitano l'omicidio

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

Quando si parla di omicidio è bene fare il distinguo che viene fatto dalla legge. Il reato di omicidio è previsto e punito dal nostro codice penale (art. 575 del codice penale) con una pena non inferiore a 21 anni di carcere. Si tratta, nell'omicidio, di "cagionare" la morte di un altro essere umano. Può essere un incidente, ovvero di un fatto in cui la dipartita non era né cercata, né voluta, allora si parla di omicidio colposo: c'è la colpa, ma non il dolo, ovvero l'intenzione.
C'è poi un'altra sfumatura, quando l'azione è sfuggita al controllo ed è andata al di là dell'intenzione. Un esempio: abbiamo spintonato una persona (e già questo non è affatto bello) e quella è caduta, ha battuto la testa ed è morta. Stiamo parlando, in questo caso, di omicidio preterintenzionale.

continua la lettura a pag. 100 N. 45/2015

Dalle Canne Tonanti al Western 3 Gun

Esaminiamo la situazione del Tiro Western in Italia con un occhio giustamente rivolto al passato, ma con lo sguardo diretto verso presente e futuro: l'eccessiva frammentazione dei sodalizi è certamente un problema che impedisce a questa attività di crescere a livello nazionale

di Giovanni “Johndog” Giancane
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Il Tiro Western in Italia vide il suo esordio nei poligoni del Tiro a Segno Nazionale, come Tiro mirato, molto prima dell’avvento dei campi all’aperto. Le prime gare, negli anni ‘80, vennero organizzate nei TSN di Sant’Arcangelo di Romagna e di Codogno. Nel tempo, con la nascita dei campi di Tiro privati all’aperto c’è stata un’evoluzione. Oltre alle gare nei TSN, in Lombardia organizzate dall’Associazione Canne Tonanti di Milano (trasformatasi in Western Club Canne Tonanti), con un vero e proprio campionato, sui campi di tiro sono cominciati ad arrivare “i cowboys”… L’OWSS (Old West Shooting Society), dopo un inizio nei TSN, arrivò sui campi di tiro promuovendo a pieno il CAS (Cowboy Action Shooting). Iniziò così l’avventura del CAS in Italia mentre le Canne Tonanti continuavano il loro Campionato nei TSN lombardi.

continua la lettura a pag. 84 N. 45/2015

Il nero fucile d'Oriente

Negli ultimi decenni dello scorso secolo la prima generazione degli autentici fucili d’assalto iniziava a diffondersi anche nei paesi dell’estremo oriente allineati al Mondo Libero. Il piccolo stato di Singapore ritenne opportuno sostituire i pesanti L1A1 d’obbedienza britannica con i più agili M16 americani e, dopo avere apprezzato i vantaggi di questi, pensò di tentare la carta del libero mercato con un nuovo modello, il SAR- 80

di Francesco Battista
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Una volta importante possedimento coloniale britannico, Singapore aveva fatto parte della Federazione della Malesia sino alla metà del 1965, quando decise di recuperare del tutto la propria sovranità come Repubblica di Singapore. Nel quadro del riassetto amministrativo e organizzativo del paese, le autorità decisero di ammodernare e migliorare anche l’armamento delle forze armate (SAF, Singapore Armed Forces), all’epoca dotate di fucili semiautomatici L1A1 calibro 7,62x51 mm acquistati dall’Australia: ottime armi, ma un po’ troppo pesanti e lunghe per la complessione fisica dei soldati orientali, come avevano scoperto anche i sudvietnamiti alle prese con gli M1 Garand.

continua la lettura a pag. 64 N. 45/2015

Libri, estate e armi

Rispetto ai due precedenti articoli sui romanzi thriller americani e scandinavi, prendiamo ora in considerazione due romanzi scritti da autori francesi, ma molto, molto diversi tra loro. Anche se il filo conduttore restano le armi

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

Quando mi sono imbattuta ne IL GIOCO DELLA TARANTOLA confesso che è stata la copertina a farla da padrone. La potete vedere qui. Un enorme ragno nero e una donna intimorita con l'ombra del ragno sulla faccia: proprio quello che stavo cercando. Il nome dell'autore, John T. Parker, non mi diceva niente: nessun campanello, nessuna rimembranza. Mai sentito nominare. Ma il libro lo comprai ugualmente, era il 2008. E lo lessi praticamente in un assolato pomeriggio in riva al mare.
La storia è di quelle che ti prendono e non ti lasciano: il romanzo è ambientato in America. Un feroce serial killer è fuggito dal carcere e le probabilità che semini morte e terrore sono decisamente alte, tanto che l'FBI ha già approntato una task force per catturarlo.

continua la lettura a pag. 112 N. 44/2015

Libri e armi sotto l'ombrellone

Per combattere il caldo torrido cosa c'è di meglio che un bagno in mare? In caso non ci sia il mare a portata di mano, conviene aprire un romanzo thriller nordico e lasciarsi trascinare nel freddo artico

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

In Italia i thriller scandinavi sembrano avere avuto un'accelerazione dopo il successo mondiale della trilogia Millennium del compianto Stieg Larsson. Svedese, giornalista, ha raggiunto la fama grazie ai suoi tre romanzi con protagonista il giornalista economico (una sorta di alter ego) Mikael Blomkvist e la sua strana amica e assistente, la hacker Lisbeth Salander. Larsson è morto, stroncato da un infarto, subito dopo aver consegnato all'editore il terzo capitolo della trilogia.
Una delle caratteristiche dei romanzi thriller nordici che, alle nostre latitudini, salta subito all'occhio è il clima. In genere ci si ritrova a leggere frasi come: "La primavera era finalmente arrivata con il suo clima gradevole, quella mattina il termometro segnava, infatti, 0 gradi". Anche la notte o il giorno persistenti (in inverno o in estate) sono un aspetto piuttosto interessante.

continua la lettura a pag. 96 N. 43/2015

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