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Classici

Dal mollone all'azoto

Anche la Diana offre, in alternativa ai vecchi modelli monocolpo a canna basculante con molla e pistone, le nuove versioni in cui un ammortizzatore pneumatico assolve egregiamente tale funzione: il primo di essi è il modello 340 N-TEC, un'evoluzione della classica Diana 34

di Massimo Castiglione
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Il settore delle armi ad aria compressa è stato senza dubbio quello che, nel corso degli ultimi quattro decenni, ha conosciuto uno dei maggiori sviluppi tecnici. La causa che più probabilmente ha fatto scattare detta evoluzione sono state le competizioni sportive: da quando, cioè, le gare di pistola e carabina ad aria compressa non sono più state considerate un semplice succedaneo invernale indoor delle competizioni con le armi da fuoco, ma hanno ottenuto il rango di vere e proprie discipline sportive, addirittura olimpiche. Si è passati così dal tradizionale sistema a canna basculante che comprime una molla la cui distensione, per effetto dello sparo, provoca l'accelerazione di un pistone ad esso solidale e, con esso, della colonna d'aria antistante che accelera così il pallino, al sistema a precompressione d'aria, in cui rimangono molla e pistone ma, per effetto dello sparo, si muovono solo una piccola valvola su cui agisce un cane interno.

continua la lettura a pag. 58 N. 40/2015

Se ne occupò anche l'FBI...

Il caso del Mostro di Firenze ha dominato le cronache per anni. Sicuramente dal 1974 si aggirava per le campagne nei dintorni di Firenze una persona che era a caccia di giovani coppie da uccidere e seviziare. Sono stati attribuiti al Mostro di Firenze con sicurezza sette duplici omicidi. Mentre un altro delitto, avvenuto nel 1968, lascia ancora qualche dubbio, anche se le evidenze balistiche hanno dimostrato che i reperti trovati sul posto provenivano dalla stessa arma

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

L'arma utilizzata per tutti i delitti era una Beretta, probabilmente della serie 70 prodotta nel 1959; qualcuno ha ipotizzato che fosse una 73 o 74, altri non sono concordi con questa affermazione. Per i periti dell'epoca l'arma doveva essere in cattive condizioni, sporca e mal tenuta, ed era forse a canna lunga e probabilmente era stata utilizzata per il tiro a segno. Informazioni che, a oggi, non hanno trovato riscontri: la pistola non è mai stata trovata.
Furono invece trovati in abbondanza i bossoli e i proiettili. I bossoli Winchester erano in calibro .22 Long Rifle e sul fondello vi era una "H". Stabilito che tutte le munizioni erano in calibro.22 Long Rifle, di marca Winchester con la lettera "H" punzonata sul fondello, quasi sicuramente provenivano da due scatole differenti. Infatti negli otto duplici omicidi vengono rinvenuti all'interno dei corpi proiettili differenti. Le munizioni del primo, del secondo e in parte del sesto delitto erano a palla ramata. In tutti gli altri e anche nel sesto, le cartucce erano a palla in piombo nudo.

continua la lettura a pag. 110 N. 39/2015

Lo spettro del tradimento

Nelle prime riprese girate in Austria del 24° film ufficiale di James Bond, si nota un particolare inquietante per i bondofili: la spia inglese non ha in mano una Walther, ma una Heckler & Koch! Non è però la prima volta, perché era già successo in alcuni romanzi...

di Massimo Castiglione
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Sono iniziate le riprese di SPECTRE, il 24° film ufficiale della serie di James Bond che uscirà sugli schermi nel prossimo mese di novembre. Per ora si sono viste solo alcune riprese, fra cui una fuga in auto (la protagonista è la nuovissima Aston Martin DB10) che si svolge nelle pertinenze del Blenheim Palace, monumentale residenza appartenuta al Duca di Marlborough, un funerale che si svolge a Roma e alcune scene d'azione girate in Austria (nelle località di Sölden, Obertilliach e sul lago Altaussee), in un'ambientazione innevata tipicamente alpina. In una di queste ultime l'agente inglese fa fuoco con una pistola che non è la Walther PPK, usata da Daniel Craig in QUANTUM OF SOLACE, o la PPK/S in grado di riconoscere la mano dell'utilizzatore di SKYFALL.

continua la lettura a pag. 106 N. 39/2015

 

Per imparare l'arte del tiro

Gli armaioli belgi si sono distinti per un’inventiva fuori dal comune e nell’ultimo secolo si sono viste soluzioni ingegnose, a volte inconsuete, sovente legate a un culto del bel fare che rimaneva il pensiero guida per molti produttori

di Pietro Ronco
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Proseguono le visite alla Nuova Armeria del Centro di Alessandria dove sono raccolti con certosina pazienza pezzi importanti di archibugeria, oltre a quanto la clientela odierna maggiormente richiede. Insieme ai due filoni portanti dell’attività ne abbiamo scovato un terzo rappresentato da quei fuciletti in calibro .22 LR che hanno fatto la gioia dei ragazzi di alcuni decenni fa: avevamo promesso di sviluppare il tema ed eccoci con un pezzo del tutto particolare, esempio dell’inventiva e delle capacità realizzative della Browning. La Casa di Herstal era capace di padroneggiare armi belliche e civili con maestria da primi della classe, così come di allestire carabinette di piccolo calibro a percussione anulare per la gioia dei novizi, sicuro, ma anche di chi si diletta a sondare con attenzione soluzioni e rendimenti sul campo di quello che un tempo era un elemento primario nell’educazione della gioventù: saper maneggiare con sensatezza e perizia un’arma.

continua la lettura a pag. 98 N. 39/2015

Less Than Lethal

Fra i casi studiati dalla Balistica Imperfetta possiamo senz’altro annoverare le armi da impatto meno che letali, ossia quegli strumenti che potenzialmente arrecano danni non gravi al colpito, direttamente oppure per mezzo del lancio di proiettili o sostanze atte a neutralizzare temporaneamente il bersaglio umano

di Tony Zanti
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L'individuo – un quarantenne nero dal fisico imponente – era saltato sul letto e poi, ancora, giù sul pavimento della piccola camera da letto dell'altrettanto piccolo appartamento che divideva con la moglie. Era visibilmente fuori di sé e, mentre stringeva in pugno un coltello da cucina, urlava frasi sconnesse e minacciose all'indirizzo della donna, la quale si riparava dietro il mio Partner. Io ero a lato del soggetto ed eravamo tutti a poco più di 2 metri gli uni dagli altri. Una scena che ricordo vividamente, poiché a questo punto (un momento dopo l'uomo sarebbe stato colpito al capo con una lunga e robusta torcia elettrica e sarebbe caduto sul pavimento, tramortito) mi folgorò l'idea che avrebbe portato all'invenzione dell'arma LTL (Less Than Lethal, ovvero, meno che letale) cui mi riferisco.
Non era il momento di mettersi ad inventare qualcosa, direte voi.

continua la lettura a pag. 74 N. 39/2015

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