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Classici

Salvare feriti, tracce e prove

Come spesso succede nell'attività umana, a volte due aspetti conflittuali concorrono alla formazione di un evento e il prevalere dell'uno sull'altro determina l'andamento in un certo senso dell'intera vicenda. È il caso, esaminato in quest'opera, dei soccorritori che devono intervenire sulla scena di un crimine i quali, da un lato, devono essere il più possibile rapidi nell'agire perché il tempo può giocare un ruolo determinante nel salvare la vita di una persona ferita. Dall'altro lato, la tempestività eccessiva può andare a detrimento della conservazione di tracce e prove e, quindi, danneggiare il successivo lavoro degli investigatori. Queste due necessità, anche se conflittuali, non sono però incompatibili e ce lo dimostra IL SOCCORRITORE SULLA SCENDA DEL CRIMINE, questa preziosa opera di Cristina Brondoni, nota criminologa e collaboratrice fissa di questa rivista, e di Luciano Garofano, generale dei Carabinieri già a capo dei RIS di Parma. In questo bel manuale – giustamente è stata conferita all'opera un carattere eminentemente pratico – si illustra infatti un protocollo d'azione che, se fosse adottato da tutti i soccorritori, non solo eviterebbe la perdita o l'alterazione di elementi utili alle indagini, ma addirittura potrebbe fornire del materiale supplementare (foto, filmati e altro) a chi dovrà poi ricostruire la verità dei fatti.
Una parte importante dell'opera è dedicata alle armi, con le quali i soccorritori hanno spesso a che fare quando sopraggiungono su una scena del crimine. La situazione attuale fa emergere un quadro negativo: spesso il soccorritore non sa come comportarsi di fronte a un'arma e il rischio di commettere errori o, peggio, incidenti, è elevato. Anche in questo caso, l'adozione delle norme comportamentali proposte dal libro potrebbe rivelarsi molto utile in tutti quei casi in cui una persona deve affrontare per la prima volta in vita sua un grosso problema e, spesso, è costretto a prendere una decisione in pochi secondi. IL SOCCORRITORE SULLA SCENDA DEL CRIMINE offre pertanto al lettore la possibilità di ragionare su una serie di problemi per aiutarlo il più possibile a compiere correttamente il proprio servizio a vantaggio di chi ha bisogno di aiuto, ma anche di chi si troverà a ricostruire il corretto andamento dei fatti.

Cristina Brondoni – Luciano Garofano
Il soccorritore sulla scena del crimine
256 pagine di testo formato 160x240 mm – Numerose foto a colori
Gruppo Editoriale Simone – Napoli, 2015 – € 39,00

Per finta e per davvero

In Tv e al cinema il terrorismo è uno degli argomenti che più hanno solleticato la fantasia di sceneggiatori e registi, prime in Europa e poi negli Stati Uniti dove, dopo l'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001, il terrorismo è diventato "reale"

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.it

Per anni, gli Anni di Piombo, l'Italia è stata ostaggio degli attacchi dei terroristi domestici che attuando la cosiddetta strategia della tensione instillavano nella popolazione la paura e il dubbio di non essere protetta. In questo modo miravano a destabilizzare l'ordine costituito democratico così da auspicare una svolta politica autoritaria. Colpire (apparentemente) a caso la gente significava seminare il panico, il terrore, appunto. Stazioni ferroviarie, treni, banche sono stati tra gli obiettivi colpiti. Frequentare luoghi affollati era diventato, a un certo punto, quasi un dovere, più che un piacere.
E oggi? Oggi le stragi di Parigi di venerdì 13 novembre fanno ripiombare le persone nell'oscurità che la paura può generare.

continua la lettura a pag. 96 N. 48/2015

L'Oscar per l'uso delle armi

Esperto di arti marziali, Steven Seagal è anche appassionato di armi e,a differenza di molti suoi colleghi, dimostra una certa esperienza in materia pur dovendo spettacolarizzare tutte le sue azioni

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

Lo confesso. Ogni volta che in Tv passa un film con Steven Seagal cambio canale. Trovo e ho sempre trovato imbarazzanti le sue movenze, i suoi sguardi da uomo-che-non-deve-chiedere-mai e tutte le sue peripezie alla Bruce Lee.
Ma tant'è. Oggi si parla di Steven Seagal. Pur non avendo visto (e non avendo alcuna intenzione di vedere) l'intera filmografia, la prima cosa che salta all'occhio, anche a un occhio non troppo esperto, è la capacità di impugnare le armi.

continua la lettura a pag. 94 N.47/2015

Le armi della regina

Hanno accompagnato l’esercito inglese durante i più grandi conflitti del ventesimo secolo, a volte amati dai loro soldati a volte disprezzati dalla stampa d’oltremanica. La famiglia delle armi Enfield è ovviamente una delle principali protagoniste del primo e del secondo conflitto mondiale, entrando di diritto nelle armi a cui il campionato ex-ordinanza a 100 metri è dedicato

di Eros Testi
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Ricominciamo con passione il nostro percorso sulle armi ex-ordinanza da una famiglia di fucili particolarmente presenti nel campionato UITS a 100 metri e dal classico carattere British. Ovviamente stiamo parlando della famiglia delle armi Enfield. Nonostante la grande varietà di modelli classificabili sotto questa dicitura, tre sono i modelli maggiormente utilizzati nel campionato ex-ordinanza:
- Enfield n° 1 Mk 3;
- Enfield n° 3 (P14);
- Enfield n°4 Mk 1.

continua la lettura a pag. 62 N. 47/2015

Errori e orrori

Alcuni film, anche di successo, "scivolano" sugli anacronismi relativi alle armi usate, ma il telespettatore non appassionato difficilmente se ne accorge. Anche gli stessi cultori della materia sono spesso propensi a chiudere un occhio su "sviste" di questo tipo perché, nella maggior parte dei casi, nulla tolgono al valore del film

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

Un buon film è quel film che, se ti metti sul divano con una lattina di Coca-cola e il gatto vicino, di solito non ti fa venire voglia di spegnere la tv dopo cinque minuti. A meno che il telecomando sia così lontano da subire supinamente ciò che succede sullo schermo. Scherzi a parte, un buon film racchiude in sé una sorta di formula magica: ottima regia, ottima sceneggiatura, ottimi attori. Alcuni film raccontano storie piccole, normali, come il pluripremiato KRAMER CONTRO KRAMER di Avery Corman (cinque Oscar, quattro Golden Globe e tre David di Donatello) che narra la vicenda di una separazione..

continua la lettura a pag. 94 N. 46/2015

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