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Classici

2016, si replica

Come lo scorso anno, la Casa d'aste Hermann Historica riesce a offrire al pubblico dei collezionisti l'incredibile numero di 370 lotti di pistole Parabellum, accessori e documentazione ad esse relative diventati ormai introvabili

di Adriano Simoni
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Dopo quella della primavera 2015, un’altra prestigiosa collezione di Parabellum verrà messa all’asta dalla Hermann Historica il prossimo 18 aprile. Se da un lato dobbiamo plaudire alla capacità della Casa di Monaco di Baviera nel trovare nuove selezioni da mettere in asta, dall’altro dispiace che collezioni di prestigio, messe insieme con competenza e impegno durante tanti anni, vengano disperse nell’arco di una sola tornata d’asta.

continua la lettura a pag. 92 N. 51/2016

CREATORI DI PRECISIONE

Il motto della Victrix Armaments, la giovane azienda cui sono dedicate queste note, ci sembra il titolo ideale per narrare una storia fatta di impegno e creatività al servizio della Precisione intesa sia come obiettivo assoluto sia come scienza. Perché per competere nelle discipline del tiro sulle lunghe distanze non vi è altro metodo all’infuori di quello scientifico.

di Francesco Battista

La VI Victrix fu un’indomita Legione dell’esercito romano, fondata da Ottaviano nel 41 a.c. e in seguito a lungo di stanza in Britannia, ove partecipò alla costruzione del Vallo di Adriano; nei suoi ranghi servì durante questo periodo il generale di cavalleria Lucio Artorio Casto, che secondo alcuni studiosi sarebbe la figura storica da cui trasse origine il mito di Re Artù. Non sappiamo se i fondatori della Victrix Armaments di Cazzano S. Andrea, in provincia di Bergamo, si siano ispirati a questo antico e glorioso reparto militare per battezzare la propria azienda, ma sicuramente questo nome latino è stato di buon auspicio, considerati gli allori colti alla prima uscita sui sacri campi di Bisley, il tempio del tiro sulle lunghe distanze.

continua la lettura a pag. 60 N. 51/2016

IL PORTO OPERATIVO

Il Porto Operativo rappresenta la modalità in cui l'operatore mantiene e porta sulla propria persona l’arma corta, pronta per l'impiego. Le “Conditions of Readiness” furono create in base a questo principio: il compianto Colonnello Cooper distinse e catalogò le tre principali Conditions nelle quali l’arma può essere portata, come vedremo in questo primo articolo

di Tony Zanti
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La ragione primaria per cui l’arma corta è portata sulla persona consiste nel fatto che, pistola semiautomatica o revolver che sia, è facilmente dissimulabile nel vestiario indossato e altrettanto facilmente pronta per essere puntata sul bersaglio armato.
Dobbiamo puntualizzare che, in effetti, l’arma corta è portata dall’operatore armato per convenienza (essendo di ridotte dimensioni, può essere portata anche in modalità discreta) e non perché costituisca una soluzione veramente efficace nel campo del confronto armato. Infatti, le munizioni da arma corta mal si prestano ad assolvere il pur evanescente concetto di “potere d’arresto”, in quanto l'efficacia del loro proiettile difficilmente causerà la cessazione immediata dell'ostilità dell'aggressore, se non dopo aver colpito un organo vitale – e a volte ciò non accade in maniera certa e assoluta.

continua la lettura a pag. 108 N.50/2016

Inventori romantici

Alla fine del XIX secolo lo sviluppo di macchinari più moderni ed efficienti permise la realizzazione di progetti non sempre finalizzati a un impiego molto pratico. È il caso di questa interessante carabinetta, opera niente meno che di Theodor Ritter von Mannlicher

di Adriano Simoni ed Manuele Marcianò
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Gli anni a cavallo fra il XIX ed il XX secolo hanno visto la nascita e l’evoluzione delle armi automatiche e semiautomatiche, alcune delle quali, sia per l’applicazione di idee originali, sia in taluni casi per la loro incredibile capacità di sopravvivenza, sono ancora in uso. Cosa certa è che l‘appassionato cultore della storia delle armi non può non avvertire il fascino di quegli anni nei quali le nuove macchine utensili che si stavano diffondendo rapidamente rendevano possibile talvolta le più astruse creazioni meccaniche.

continua la lettura a pag. 90 N. 50/2016

Quanti ricordi...

Gli anni '80 sono ricordati per la corsa ai calibri da arma corta particolarmente esasperati, uno dei quali era il 10 mm Auto che trovò in questa pistola Colt la sua espressione più conosciuta

di Giovanni Arnone
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Mi ricordo degli anni '80, l'epoca dei nostri vent'anni! Irrequieti e curiosi, giravamo le armerie che odoravano di grasso e di olio e che ormai non ci sono più. Eravamo studenti e, grazie alla generosità della nonna, riuscimmo a mettere da parte centomila lire, sufficienti per dare l’acconto per il nostro primo “pistolone”, la Beretta 98 F in calibro 9x21. In quegli anni le pistole che andavano per la maggiore erano fondamentalmente quattro: la citata Beretta 98 F in calibro 9x21, la Colt 1911 in .45 HP, la Sig-Sauer P226 in 9x21 e la CZ 85 nello stesso calibro.
In quel periodo eravamo affascinati dai telefilm americani della serie Miami Vice e dalla pistola Bren Ten in calibro 10 mm Auto del detective Sonny Crockett. Incuriositi, cercammo di saperne qualcosa di più e scoprimmo che anche la Colt produceva una 1911 in quel nuovo calibro noto per essere molto potente.

continua la lettura a pag. 82 N. 50/2016

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