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Classici

Inventori romantici

Alla fine del XIX secolo lo sviluppo di macchinari più moderni ed efficienti permise la realizzazione di progetti non sempre finalizzati a un impiego molto pratico. È il caso di questa interessante carabinetta, opera niente meno che di Theodor Ritter von Mannlicher

di Adriano Simoni ed Manuele Marcianò
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Gli anni a cavallo fra il XIX ed il XX secolo hanno visto la nascita e l’evoluzione delle armi automatiche e semiautomatiche, alcune delle quali, sia per l’applicazione di idee originali, sia in taluni casi per la loro incredibile capacità di sopravvivenza, sono ancora in uso. Cosa certa è che l‘appassionato cultore della storia delle armi non può non avvertire il fascino di quegli anni nei quali le nuove macchine utensili che si stavano diffondendo rapidamente rendevano possibile talvolta le più astruse creazioni meccaniche.

continua la lettura a pag. 90 N. 50/2016

Quanti ricordi...

Gli anni '80 sono ricordati per la corsa ai calibri da arma corta particolarmente esasperati, uno dei quali era il 10 mm Auto che trovò in questa pistola Colt la sua espressione più conosciuta

di Giovanni Arnone
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Mi ricordo degli anni '80, l'epoca dei nostri vent'anni! Irrequieti e curiosi, giravamo le armerie che odoravano di grasso e di olio e che ormai non ci sono più. Eravamo studenti e, grazie alla generosità della nonna, riuscimmo a mettere da parte centomila lire, sufficienti per dare l’acconto per il nostro primo “pistolone”, la Beretta 98 F in calibro 9x21. In quegli anni le pistole che andavano per la maggiore erano fondamentalmente quattro: la citata Beretta 98 F in calibro 9x21, la Colt 1911 in .45 HP, la Sig-Sauer P226 in 9x21 e la CZ 85 nello stesso calibro.
In quel periodo eravamo affascinati dai telefilm americani della serie Miami Vice e dalla pistola Bren Ten in calibro 10 mm Auto del detective Sonny Crockett. Incuriositi, cercammo di saperne qualcosa di più e scoprimmo che anche la Colt produceva una 1911 in quel nuovo calibro noto per essere molto potente.

continua la lettura a pag. 82 N. 50/2016

Alternativa tecnologica

Anche in un settore piuttosto tradizionalista, come quello delle armi da fuoco, è possibile dire qualcosa di nuovo sfruttando al meglio i processi produttivi: è il caso della  ZMF Tacticals, azienda alfiere del made in Italy

di Paolo Tagini
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Nel numero 47 (dicembre 2015) di ARMI & BALISTICA scrivevamo che, ad oltre 60 anni dalla nascita in America dei primi receiver forgiati per fucili tipo AR-15, anche una ditta italiana ha unito le più recenti e avanzate tecnologie ai sistemi di forgiatura classici per immettersi coraggiosamente in questo settore. Si tratta della ZMF (www.zmforging.it) di Antegnate (Bergamo), meglio conosciuta con il nome di Zucchetti Mario S.p.A. Con il marchio ZMF Tacticals questa azienda produce un lower receiver in lega 6061 T6 forgiato a forare, brevettato nel gennaio 2015. Questo componente è il risultato della tecnologia di forgiatura in 3D, tipica del settore delle valvole, applicata all’alluminio. Anche la macchina che realizza questo prodotto è un’esclusiva ZMF dal 2011: si tratta di una pressa (non un bilanciere rigido, comunemente utilizzato dai tradizionali forgiatori di alluminio) che concentra più di 1.000 tonnellate, con inserimento ortogonale di spine di alleggerimento.

continua la lettura a pag. 76 N. 50/2016

Contro gli alieni con la Sig

Le armi in questa serie cult sicuramente non sono state una priorità degli sceneggiatori, ma sembrano quasi rappresentare la resa di fronte all'inspiegabile: contro le presenze soprannaturali le armi diventano inutili e la paranoia di non potersi difendere è palpabile

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

La serie Tv X-Files è tornata con la decima mini-stagione da sei episodi per la gioia dei fan. In onda dal 1993 al 2002 e con all'attivo due film, è considerata un telefilm di culto. I protagonisti sono Fox Mulder (David Duchovny), agente dell'FBI assegnato agli X-Files, ai casi strani insomma, e la sua collega, il medico patologo Dana Scully (Gillian Anderson), che incarna senza dubbio lo scetticismo dello spettatore medio. Mulder indaga sugli alieni, sui lupi mannari, sui vampiri e su parecchie altre stranezze a cui la scienza, anche sforzandosi, non riesce a dare una spiegazione. Ci sono poi altri personaggi ricorrenti, come per esempio il loro capo, Walter Skinner (Mitch Pileggi), vice direttore all'FBI e decisamente poco incline a credere che davvero ci siano alieni e mostri. In ogni caso, ogni volta che gli viene presentato un nuovo caso, chiede prove tangibili in modo che l'investigazione sia degna dell'FBI.

continua la lettura a pag. 112 N. 49/2016

Salvare feriti, tracce e prove

Come spesso succede nell'attività umana, a volte due aspetti conflittuali concorrono alla formazione di un evento e il prevalere dell'uno sull'altro determina l'andamento in un certo senso dell'intera vicenda. È il caso, esaminato in quest'opera, dei soccorritori che devono intervenire sulla scena di un crimine i quali, da un lato, devono essere il più possibile rapidi nell'agire perché il tempo può giocare un ruolo determinante nel salvare la vita di una persona ferita. Dall'altro lato, la tempestività eccessiva può andare a detrimento della conservazione di tracce e prove e, quindi, danneggiare il successivo lavoro degli investigatori. Queste due necessità, anche se conflittuali, non sono però incompatibili e ce lo dimostra IL SOCCORRITORE SULLA SCENDA DEL CRIMINE, questa preziosa opera di Cristina Brondoni, nota criminologa e collaboratrice fissa di questa rivista, e di Luciano Garofano, generale dei Carabinieri già a capo dei RIS di Parma. In questo bel manuale – giustamente è stata conferita all'opera un carattere eminentemente pratico – si illustra infatti un protocollo d'azione che, se fosse adottato da tutti i soccorritori, non solo eviterebbe la perdita o l'alterazione di elementi utili alle indagini, ma addirittura potrebbe fornire del materiale supplementare (foto, filmati e altro) a chi dovrà poi ricostruire la verità dei fatti.
Una parte importante dell'opera è dedicata alle armi, con le quali i soccorritori hanno spesso a che fare quando sopraggiungono su una scena del crimine. La situazione attuale fa emergere un quadro negativo: spesso il soccorritore non sa come comportarsi di fronte a un'arma e il rischio di commettere errori o, peggio, incidenti, è elevato. Anche in questo caso, l'adozione delle norme comportamentali proposte dal libro potrebbe rivelarsi molto utile in tutti quei casi in cui una persona deve affrontare per la prima volta in vita sua un grosso problema e, spesso, è costretto a prendere una decisione in pochi secondi. IL SOCCORRITORE SULLA SCENDA DEL CRIMINE offre pertanto al lettore la possibilità di ragionare su una serie di problemi per aiutarlo il più possibile a compiere correttamente il proprio servizio a vantaggio di chi ha bisogno di aiuto, ma anche di chi si troverà a ricostruire il corretto andamento dei fatti.

Cristina Brondoni – Luciano Garofano
Il soccorritore sulla scena del crimine
256 pagine di testo formato 160x240 mm – Numerose foto a colori
Gruppo Editoriale Simone – Napoli, 2015 – € 39,00

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