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Classici

LE POSIZIONI A CONTATTO

Come abbiamo visto nello scorso numero, le posizioni a contatto sono state ideate e sviluppate nell’ambito del Tiro Dinamico Operativo®: si utilizzano quando l’arma corta è stata estratta dalla fondina e deve essere tutelata per evitarne la perdita, la sottrazione o lo sparo involontario. Seconda parte

di Tony Zanti
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Le posizioni a contatto del TDO si distinguono in posizioni di pronto (ponendosi quali valide alternative alle High Ready e Low Ready tradizionali), posizioni di ritenzione (che sono virtualmente inesistenti nella dottrina tattica tradizionale) e posizioni di tiro, ove la vicinanza dell’arma al corpo permette un migliore utilizzo del Body Index (Indice Corporeo) e una migliore possibilità di evitare la sottrazione dell’arma durante il CQC (Close Quarter Combat).

continua la lettura a pag 96 N. 53/2016

Revolver dimenticati

Una produzione di buon livello, come quella di questi bei revolver italiani, è finita in una sorta di oblio: se al tempo la Bernardelli ci avesse creduto, forse oggi racconteremmo una storia diversa

di Paolo Tagini
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La ditta Bernardelli produce oggi fucili da caccia ad anima liscia ed è ubicata a Torbole Casaglia, alle porte di Brescia; questa sede è in funzione dalla fine degli anni '90 perché in precedenza questo storico marchio – la sua nascita risale al 1721 e nel 1865 diventò un'industria vera e propria – aveva le sue radici a Gardone Val Trompia. L'arma lunga è sempre stato il prodotto per eccellenza della Bernardelli, ma non deve nemmeno essere trascurata la produzione di quelle corte: dopo la Seconda guerra mondiale, infatti, fu avviata una linea di pistole semiautomatiche che comprendeva modelli compatti da difesa e a canna lunga per impiego sportivo; questa linea si evolse ulteriormente negli anni '80 e '90 del secolo scorso con alcuni modelli full size di grosso calibro dotati di caricatore bifilare.

continua la lettura a pag. 88 N. 53/2016

L'inerzia che dà il moto

Il brillante inventore bolognese ha proposto nel corso di una quarantina d’anni ben tre diversi sistemi inerziali per fucili a canna liscia con soluzioni differenti nelle chiusure e nel loro svincolo

di Emanuele Tabasso
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Scomparso da poco tempo, Bruno Civolani è stato un brillante e fecondo inventore del settore armiero, forse troppo schivo della notorietà e appagato dalla riuscitissima applicazione industriale dei suoi ritrovati. Probabilmente in altre nazioni ne avrebbero fatto un personaggio pubblico, qui ci si accontenta di richiamarne il nome di tanto in tanto, lieti e felici di usare con ottimi risultati i funzionali epigoni dei suoi studi, applicati con altrettanta sagacia e perfezione da industrie di vertice. Il punto di partenza del sistema inerziale è rappresentato dal fucile dello svedese Sjögren del 1914, troppo difficile da industrializzare e troppo brutto per piacere: rimane come elemento storico del settore.

continua la lettura a pag. 78 N. 53/2016

LE POSIZIONI A CONTATTO

Si utilizzano quando l’arma corta è stata estratta dalla fondina ed è portata a stretto contatto con il corpo dell’operatore. Le posizioni a contatto del Tiro Dinamico Operativo® costituiscono Posizioni di Pronto, Posizioni di Ritenzione e Posizioni di Tiro, ove la vicinanza dell’arma al corpo permette un migliore utilizzo del “Body Index”

Prima parte
di Tony Zanti
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Le posizioni a contatto sono proprie del Tiro Dinamico Operativo® e seguono linee guida di un percorso didattico-operativo che è iniziato quasi trent’anni or sono e che ancora oggi va consolidandosi, mediante un procedimento di “Trial and Error”, che è alla base del “Problem Solving”. Detto procedimento fa parte del processo cognitivo e può essere applicato in qualunque campo.

continua la lettura a pag. 88 N. 52/201

Per voi giovani

Retrocedere di alcune decine di anni è sufficiente per trovare progetti di fucili a percussione anulare dotati di caratteristiche tecniche degne di ben altri cimenti pressori e meritevoli di tanta attenzione da parte dei giovani a cui erano dedicati

di Pietro Ronco
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La passione dei ragazzi per i fucili e il tiro, sia da caccia che al bersaglio, è iniziata a volte con l’aria compressa sfociando ben presto nei calibri .22 LR, quando non è partita direttamente da questa meravigliosa cartuccia che dalla fine dell’Ottocento tiene banco e soddisfa generazioni di adepti. La passione ha sempre condotto l’attenzione dei giovani verso quegli esemplari che maggiormente si avvicinavano ai modelli per cartucce a fuoco centrale, i fucili dei grandi, ed era normale che le Case si ingegnassero a produrre copie molto vicine alle sorelle maggiori.

continua la lettura a pag. 76 N. 52/2016

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