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Classici

IL TIRO PUNTATO-MIRATO™

IL TIRO PUNTATO-MIRATO™
Seconda parte


IL TIRO PUNTATO
di Tony Zanti

CLET (Certified Law Enforcement Trainer)
BCETS (Board Certified Expert in Traumatic St

Introduzione
Nel precedente articolo abbiamo trattato il tiro mirato, esaminando le modalità con le quali un bersaglio possa essere colpito, distinguendo il bersaglio inanimato che si utilizza nel tiro sportivo dal bersaglio armato che troviamo nel confronto armato.
Mirare al bersaglio di carta o metallo è senza dubbio il modo migliore per colpirlo con precisione, in quanto l’allineamento perfetto degli organi di mira ai punti di origine e di arrivo (l’occhio umano e la superficie del bersaglio sulla quale il proiettile impatta) produce il risultato ottimale, lo scopo e il fine ultimo per i quali l’agonista oppure anche l’appassionato si sono allenati. Mirare costituisce l’essenza del tiro sportivo.

continua la lettura a pag. 86 N. 58/2016

Pro Gun

Gli attori e le attrici americani spesso si pronunciano in merito a questioni di attualità, politiche e sociali. Hollywood, d’altronde, da quando esiste lancia mode e orienta consumi: non è strano dunque che attrici e attori si facciano promotori di cause che stanno loro a cuore

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

Il Secondo Emendamento del Bill of Rights (1791) sancisce il diritto di “tenere e portare armi” al fine della sicurezza. La costituzione americana (1787) e i primi dieci emendamenti (la carta dei diritti, appunto) sono antichi, ma i diritti e le necessità sembrano non essere cambiate poi molto in tutti questi anni.
Il presidente Barack Obama ha più volte ribadito la necessità di restringere l’accesso alle armi da parte dei civili e, in uno dei suoi interventi a inizio 2016, si è commosso mentre ricordava la strage alla scuola elementare Sandy Hook in Connecticut insieme al padre di uno dei bambini uccisi da Adam Lanza il 14 dicembre 2012. Commozione che non può che essere condivisa.

continua la lettura a pag. 104 N. 57/2016

Piccoli sacrifici

È il titolo di un libro, poi diventato film per la Tv, che ha per soggetto l'incredibile storia accaduta a una madre e ai suoi tre figli

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

Era la sera del 19 maggio 1983 e una giovane donna arrivò al pronto soccorso dell’ospedale McKenzie-Willamette, in Oregon, chiedendo aiuto. Indicò a un’infermiera la sua auto, una berlina rossa, e disse che qualcuno aveva sparato ai suoi figli. All’infermiera fu necessario qualche secondo per realizzare il discorso di quella donna, ma quando si affacciò all’auto capì immediatamente che la situazione era grave, se non disperata.
Altri infermieri e medici accorsero. Accasciata davanti al sedile del passeggero c’era una bambina che non rispondeva e all’infermiera parve troppo fredda per essere ancora viva. Sul sedile posteriore c’era un’altra bambina e un bambino più piccolo. Entrambi erano sporchi di sangue.

continua la lettura a pag. 104 N. 56/2016

L’ERGONOMIA NEL TIRO REATTIVO

DI TONY ZANTI
CLET (Certified Law Enforcement Trainer)
BCETS (Board Certified Expert In Traumatic Stress)

L’ergonomia è fattore principale nel tiro reattivo e uno dei concetti cardine del TDO. Nel presente articolo esploreremo le condizioni del corpo umano in ambito biomeccanico, con riferimento all’impugnatura/imbracciatura delle armi da fuoco e soprattutto alla posizione reattiva, che è la base della piramide dinamica, sulla quale è fondata la dottrina del TDO. Altro aspetto approfondito in questo testo è l’angolo del rapporto ergonomico, il cui valore permette di capire se la tecnica di tiro impiegata è confacente all’ergonomia e all’equilibrio, elementi indispensabili nel tiro reattivo.

continua la lettura a pag. 96 N. 56/2016

La Barricata BASSA

La filosofia di utilizzare tutto ciò che permette di proteggerci non muta anche nello sfruttamento dei ripari bassi presenti nei percorsi di gara (Course of Fire), così come si applicherebbe in un caso di potenziale pericolo reale


di Zeus
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Le strutture urbane o quelle ambientali interne ci offrono elementi che devono sempre essere utilizzati per la nostra salvaguardia. L'utilizzo della barricata bassa comporta lo stesso principio di quella alta esaminata nel numero precedente; per rappresentarla usualmente si utilizzano barili da 55 galloni (208,2 litri) ma potrebbero essere costruite anche utilizzando altri materiali non curvi, tipo un pallet rivestito il che ne modifica leggermente l’approccio.

continua la lettura a pag. 84 N. 56/2016

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