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Classici

Rapina a Parigi. Davvero?

Kim Kardashian, la nota socialite americana che si è schierata contro il possesso delle armi, è stata vittima di una rapina a Parigi che lascia qualche dubbio...

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

Kim Kardashian è nota a chi segue le cronache mondane e il gossip per essere una delle persone più influenti dello star system americano. Influente perché ricca. Il nome dei Kardashian comincia a girare quando Robert, avvocato morto di cancro nel 2003, amico di OJ Simpson, lo difende dall’accusa di aver ucciso Nicole, sua moglie.
Le sorelle Kardashian, la loro madre e qualcuno dei loro figli sono tra i protagonisti di reality show che seguono passo passo le vicende di famiglia.

continua la lettura a pag. 102 N. 58/2016

Dalla cartuccia autopropulsa ai revolver

La gestazione dei fucili a leva Winchester fu particolarmente lunga e complessa, soprattutto perché alla risoluzione dei problemi tecnici si intrecciarono altre questioni squisitamente economiche

di Angelo Meriggi
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Foto di Rock Island Auction
Questa storia comincia da lontano, precisamente dalle realizzazioni di Walter Hunt, un armaiolo americano che nel 1848 brevettò una cartuccia autopropulsa, senza bossolo, chiamata rocket ball. Si trattava di un’ogiva in piombo di forma allungata la cui cavità interna conteneva una piccola dose di polvere nera che fungeva da propellente. Il tutto era chiuso posteriormente da un dischetto di sughero che conteneva l’innesco per incendiare la polvere.

continua la lettura a pag. 96 N. 58/2016

IL TIRO PUNTATO-MIRATO™

IL TIRO PUNTATO-MIRATO™
Seconda parte


IL TIRO PUNTATO
di Tony Zanti

CLET (Certified Law Enforcement Trainer)
BCETS (Board Certified Expert in Traumatic St

Introduzione
Nel precedente articolo abbiamo trattato il tiro mirato, esaminando le modalità con le quali un bersaglio possa essere colpito, distinguendo il bersaglio inanimato che si utilizza nel tiro sportivo dal bersaglio armato che troviamo nel confronto armato.
Mirare al bersaglio di carta o metallo è senza dubbio il modo migliore per colpirlo con precisione, in quanto l’allineamento perfetto degli organi di mira ai punti di origine e di arrivo (l’occhio umano e la superficie del bersaglio sulla quale il proiettile impatta) produce il risultato ottimale, lo scopo e il fine ultimo per i quali l’agonista oppure anche l’appassionato si sono allenati. Mirare costituisce l’essenza del tiro sportivo.

continua la lettura a pag. 86 N. 58/2016

Pro Gun

Gli attori e le attrici americani spesso si pronunciano in merito a questioni di attualità, politiche e sociali. Hollywood, d’altronde, da quando esiste lancia mode e orienta consumi: non è strano dunque che attrici e attori si facciano promotori di cause che stanno loro a cuore

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

Il Secondo Emendamento del Bill of Rights (1791) sancisce il diritto di “tenere e portare armi” al fine della sicurezza. La costituzione americana (1787) e i primi dieci emendamenti (la carta dei diritti, appunto) sono antichi, ma i diritti e le necessità sembrano non essere cambiate poi molto in tutti questi anni.
Il presidente Barack Obama ha più volte ribadito la necessità di restringere l’accesso alle armi da parte dei civili e, in uno dei suoi interventi a inizio 2016, si è commosso mentre ricordava la strage alla scuola elementare Sandy Hook in Connecticut insieme al padre di uno dei bambini uccisi da Adam Lanza il 14 dicembre 2012. Commozione che non può che essere condivisa.

continua la lettura a pag. 104 N. 57/2016

Piccoli sacrifici

È il titolo di un libro, poi diventato film per la Tv, che ha per soggetto l'incredibile storia accaduta a una madre e ai suoi tre figli

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

Era la sera del 19 maggio 1983 e una giovane donna arrivò al pronto soccorso dell’ospedale McKenzie-Willamette, in Oregon, chiedendo aiuto. Indicò a un’infermiera la sua auto, una berlina rossa, e disse che qualcuno aveva sparato ai suoi figli. All’infermiera fu necessario qualche secondo per realizzare il discorso di quella donna, ma quando si affacciò all’auto capì immediatamente che la situazione era grave, se non disperata.
Altri infermieri e medici accorsero. Accasciata davanti al sedile del passeggero c’era una bambina che non rispondeva e all’infermiera parve troppo fredda per essere ancora viva. Sul sedile posteriore c’era un’altra bambina e un bambino più piccolo. Entrambi erano sporchi di sangue.

continua la lettura a pag. 104 N. 56/2016

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