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Classici

BPA e colpi d’arma da fuoco

Nei numeri precedenti della rivista abbiamo parlato del Bloodstain Pattern Analysis, delle gocce di sangue, delle loro caratteristiche generali, delle forme e delle dimensioni che esse assumono in funzione dei meccanismi e delle forze che le generano e le governano. Tra tutte queste tracce, quelle prodotte da un meccanismo da impatto e, tra queste, quelle derivanti dallo sparo di un’arma da fuoco ma anche da esplosioni o da strumenti/macchinari in grado di roteare ad alta velocità, assumono una particolare rilevanza ai fini investigativi.
Si tratta di tracce prodotte da forze di rilevante intensità (alta velocità), che riescono a proiettare il sangue anche oltre i 30 metri al secondo. In taluni casi, l’energia trasferita al sangue è talmente elevata che subisce una sorta di “nebulizzazione” con gran parte delle tracce che evidenziano dimensioni inferiori ad 1 mm, anche se sono generalmente accompagnate da gocce più grandi o da materiale organico proiettato in seguito alla lesione. Nel caso delle armi da fuoco, inoltre, se l'esplosione del colpo, oltre al foro di entrata, produce anche un foro di uscita, si formano due tipi di effetti: il back spatter, consiste nell’effetto prodotto dalle goccioline di sangue che fuoriescono dal foro d’ingresso e vengono proiettate all’indietro, nella direzione opposta al proiettile che ha causato la lesione: le dimensioni delle gocce sono maggiori rispetto a quelle prodotte dal forward spatter, ma sempre inferiori al mm; il forward spatter è invece associato al foro di uscita ed è prodotto dalle goccioline di sangue che viaggiano nella stessa direzione del proiettile. Quando è presente, esso è generalmente maggiore, in termini di quantità delle tracce, rispetto al back spatter ed esibisce una distribuzione più regolare ed un effetto “spray” che risulta molto utile per ricostruire la posizione della vittima al momento dello sparo.

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Hit Parade

A tutti noi è capitato di guardare film, al cinema e in Tv, in cui i protagonisti usano le armi. In questa rubrica spesso si è parlato degli errori, tipo sparare trenta volte con un’arma che ha un caricatore da quindici cartucce, o del tipo di arma. Ma quali sono le armi più viste al cinema?

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

Una delle più riconoscibili è l’arma lunga, i fucili a due canne calibro 12 infatti sono quelli che vanno per la maggiore anche se di modelli ce ne sono moltissimi: sembrano essere i prediletti dell’industria cinematografica tanto è vero che si sono visti in centinaia di film. Il più vecchio film in cui compare un fucile calibro 12 è TARZAN DELLE SCIMMIE del 1918, nel 1925 lo si è visto in LA CORSA ALL’ORO con Charlie Chaplin (che lo regge in maniera un po’ insicura).

continua la lettura a pag. 104 N. 63/2017

La reazione al survival stress

“Il tiro è una tecnica ed è parte delle tattiche e non la tattica. Il tiro serve per colpire il bersaglio, le tattiche operative e difensive servono per non farsi colpire dal bersaglio armato!”

di Tony Zanti

L’INNOVAZIONE
Negli ultimi due decenni, la tecnologia relativa alle armi da fuoco ha raggiunto livelli significativi. Di pari passo, sono state introdotte notevoli innovazioni negli accessori e l’equipaggiamento. Stranamente, però, l’addestramento al Tiro Operativo/Difensivo è rimasto pressoché immutato, anche negli USA se qualcuno se lo chiedesse.

continua la lettura a pag. 84 N. 63/2017

Dalla carta al virtuale

Lo sviluppo dei bersagli utilizzati nell'addestramento delle forze armate e di polizia è stato piuttosto lento rispetto all'evolversi delle armi. Solo nei tempi più recenti la tecnologia ha offerto nuove e interessanti opportunità

di Davide Monorchio
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Nel numero 60 di A&B ci siamo occupati – in una lunga analisi – del LEOKA (Law Enforcement Officers Killed and Assaulted), sviscerando per quanto possibile i numeri dello scontro armato, evidenziando tendenze e probabilità. Sebbene questi numeri offrano scenari molto preoccupanti, i protocolli di preparazione degli operatori armati (civili, militari e del Law Enforcement) sono stati largamente improntati per un lungo periodo sulle pratiche sportive o su formule da esse derivate.

continua la lettura a pag. 72 N. 63/2017

A Cold Case

Da oltre un secolo rimane irrisolto il caso di Jack the Ripper, misteriosa figura che gettò nel panico la Londra vittoriana denunciandone – a suo modo – certi aspetti volutamente poco conosciuti

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

Camminare per le vie di Whitechapel non è esattamente l’esperienza cupa e tremenda che uno si aspetta dopo aver letto dei delitti di Jack Lo Squartatore nella Londra vittoriana, più di un secolo fa. Ma tant’è. Ci sono palazzi, palazzi in costruzione, altri palazzi. E ogni tanto si intravede in qualche via con palazzi più vecchi uno scorcio del tempo che fu.

Jack Lo Squartatore è un serial killer che ha ucciso almeno cinque persone tra il 31 agosto e il 9 novembre 1888 nel quartiere di Whitechapel, a Londra.


continua la lettura a pag. 100 N. 62/2017

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