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Legge e normative

Finalmente chiarezza

Presentata a Milano e a Genova la monografia dal titolo ARMI E MUNIZIONI COMUNI E DA GUERRA di Claudio Lo Curto, Avvocato Generale presso la procura generale di Sassari e noto cultore della materia

A cura della Redazione

Con gli auspici dell'Ordine degli avvocati di Milano, lunedì 1º dicembre 2014, alle 11.00, presso il Palazzo di Giustizia di Milano, è stata presentata la monografia di Claudio Lo Curto, stampata nel luglio del 2014 dalla Casa Editrice Giuffré [la recensione è stata pubblicata su ARMI & BALISTICA n. 33 – n.d.r.].
L'avvocato Antonio Bana, esponente del Foro cittadino e presidente dell'Assoarmieri, ha introdotto l'incontro con l’autore, alla presenza di avvocati e di persone interessate, tra cui giornalisti specializzati e imprenditori del settore.
Davanti a una platea attenta e qualificata, l'intervento dell'autore della monografia è stato preceduto dall'introduzione di due magistrati, a loro volta specialisti della materia delle armi: Andrea Ghinetti, giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Milano, e Biagio Mazzeo, sostituto procuratore della Repubblica di Genova.

continua la lettura a pag. 16 N. 36/2015

La storia infinita dei caricatori

Il ministero dell'Interno ha emanato l'attesa circolare esplicativa riguardo il decreto legislativo dello scorso anno che, fra l'altro, contiene nuove disposizioni sulla capacità massima dei caricatori. Purtroppo il provvedimento non delinea chiaramente gli interventi tecnici per limitarne la capacità, ma le operazioni non dovrebbero essere troppo difficoltose da attuare. In ogni caso si può sempre ricorrere alle armerie...

Lo scorso 28 luglio, il ministero dell'Interno ha emanato la circolare numero 557/PAS/10900(27)9 avente in oggetto il decreto legislativo 29 settembre 2013, n. 121, che – come ricorderà qualche lettore – era entrato in vigore il 5 novembre 2013 e integrava e correggeva il precedente decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 204, a sua volta predisposto per il recepimento della direttiva dell'Unione Europea del 2008.
La nuova circolare esplicativa inizia con alcuni argomenti toccati dal decreto legislativo n. 121, come l'intermediazione nel commercio di armi, la possibilità di inoltrare la denuncia delle armi tramite posta elettronica certificata e la spinosa questione del ritiro cautelare delle armi.

continua la lettura a pag. 18 N. 33/2014


Cambio di caricatore...

Nell'iter di conversione in legge del decreto Competitività, è salito a cinque il numero delle cartucce contenute nei caricatori delle carabine semiauto per la caccia al cinghiale, mentre negli altri casi vale la limitazione iniziale a due prevista dal decreto legge varato dal Governo

Senato e Camera dei Deputati hanno approvato definitivamente, con modifiche, il decreto legge sulla Competitività contenente, fra l'altro, una disposizione che riguarda la capacità dei caricatori delle carabine semiautomatiche con canna ad anima rigata destinate all'impiego venatorio.
Ricorderanno i lettori che sullo scorso numero della rivista avevamo annunciato che il testo originario del citato decreto legge prevedeva la penalizzante limitazione a due colpi; fortunatamente la disposizione è stata modificata e ora è stata prevista una limitazione della capacità del caricatore per le carabine semiauto rigate di cinque colpi per l'esercizio della caccia al cinghiale e di due negli altri casi. Pertanto l'articolo 13 (intitolato Mezzi per l'esercizio dell'attività venatoria) della legge-quadro sulla caccia (n. 157/1992) è stato così riscritto (in corsivo la parte che è stata aggiunta):

Leggi tutto...

Ancora novità sui caricatori

Un decreto legge stabilisce che i caricatori delle carabine semiauto impiegate a caccia non dovranno contenere più di due cartucce. La nuova disposizione dovrà essere convertita in legge prima delle ferie e in sede di conversione non si esclude che possa ancora essere modificata

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 24 giugno 2014 è stato pubblicato il decreto legge 24 giugno 2014, numero 91, che contiene all’articolo 16 alcune modifiche alle norme venatorie. Nello specifico, all’articolo 13, comma 1, della legge n. 157 del 1992 (legge-quadro sulla caccia) è stato aggiunto, alla fine, il seguente periodo: “I caricatori dei fucili ad anima rigata a ripetizione semiautomatica impiegati nella caccia non possono contenere più di due cartucce”.
Di fatto, la norma parifica i fucili semiauto con canna rigata a quelli con canna liscia; i primi, per essere impiegati in ambito venatorio, dovranno utilizzare o un serbatoio da due colpi o uno di maggiore capienza con riduttore che ne porti la capacità sempre a due colpi.
La nuova disposizione si applica esclusivamente all'impiego venatorio dei fucili semiautomatici a canna rigata e non alle norme relative alla loro classificazione ai fini di legge.
L'Anpam (Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni), al riguardo, ha fatto notare che che non vi è alcun obbligo internazionale di limitare i serbatoi delle armi semiautomatiche ad anima rigata utilizzate per la caccia, soprattutto per quanto riguarda il cinghiale comune. In effetti gli unici ungulati idonei a essere cacciati in Italia in regime di caccia ordinaria mediante l’uso di fucili e carabine ad anima rigata sono proprio il cinghiale maremmano (Sus scrofa majori) e il cinghiale centroeuropeo (Sus scrofa scrofa). Gli altri ungulati presenti sono in generale soggetti a regimi speciali di caccia di selezione, effettuata dagli enti pubblici di controllo.
Questo decreto legge, voluto dal Governo, dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla sua emanazione (presumibilmente entro l'inizio di agosto, prima della pausa estiva dei lavori di Camera e Senato).

Forse non tutti sanno che…

… a fronte di una istanza erroneamente formulata o indirizzata all’organo sbagliato, canoni di buona amministrazione e di leale collaborazione con il cittadino impongono alla Pubblica Amministrazione di ‘riqualificare’ d’ufficio la domanda e trasmettere la pratica all’ufficio competente

di Maria Beatrice Zammit
www.studiolegalezammit.it

Con una recente sentenza il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte ha ‘bacchettato’ la Prefettura di Torino per il silenzio serbato su una istanza di rilascio di licenza di porto di fucile, che le leggi assegnano alla competenza del Questore.
Il Giudice Amministrativo ha dichiarato illegittimo il silenzio affermando l’obbligo di provvedere del Prefetto: secondo il TAR la suddivisione delle competenze in materia di detenzione e di porto d’armi è così irragionevole da rendere scusabili eventuali errori commessi dal comune cittadino nella formulazione delle proprie istanze e, soprattutto, nell’individuazione dell’autorità a cui rivolgerle.

continua la lettura a pag. 18 N. 26/2014


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