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Legge e normative

Nuova legge in materia di armi

Pubblichiamo una breve sintesi delle norme contenute nella legge di conversione del decreto legge “Antiterrorismo”. Il numero 41 di Armi & Balistica, in edicola a giugno, conterrà un approfondito commento di Biagio Mazzeo su queste disposizioni che, per ora, appaiono di difficile applicabilità per certi aspetti e illegittime per altri.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 91 dello scorso 20 aprile è stata pubblicata la legge 17 aprile 2015, n. 43, di conversione del decreto-legge c.d. “Antiterrorismo”. Il nuovo provvedimento, che contiene alcune norme che interessano le armi e la caccia, entra in vigore il giorno 21 aprile 2015.
I lettori sono certamente al corrente del fatto che il decreto legislativo n. 121/2013 ha stabilito limiti di capienza di 5 e di 15 colpi, rispettivamente, per armi lunghe e corte, applicabili a tutte le armi di nuova produzione e importazione. Eccezioni sono previste solo per le armi sportive (caricatori di maggiore capacità) e per le repliche delle armi antiche (capacità massima del caricatore di 10 colpi). Tale disposizione entrerà in vigore nel novembre del corrente anno; ora, in base alla nuova legge, si stabilisce anche l’obbligo di denuncia dei caricatori di capienza superiore a 5 colpi per le armi lunghe e a 15 per quelle corte. Per coloro che saranno in possesso di detti caricatori al momento dell’entrata in vigore della legge (21 aprile 2015), l’obbligo di denuncia dovrà essere assolto entro il 4 novembre 2015.
La nuova legge di conversione del d.l. “Antiterrorismo” ha introdotto anche il divieto di uso venatorio delle “armi da fuoco semiautomatiche somiglianti ad un’arma da fuoco automatica, di cui alla categoria B, punto 7, dell’allegato I alla direttiva 91/477/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1991, nonché con l’uso di armi e cartucce a percussione anulare di calibro non superiore a 6 millimetri Flobert”.
Le conseguenze di tale disposizione sono rilevanti ai fini della detenzione: le armi semiautomatiche della categoria B7 non sono più considerate “armi da caccia” e come tali vanno ad occupare i tre posti delle “comuni” o i sei posti delle “sportive” (nel caso siano state classificate in tale categoria) nella denuncia di possesso. La nuova legge stabilisce però che “alle armi escluse dall’uso venatorio” (cioè i Black Rifles e i fucili di calibri inferiore al 6 mm Flobert) detenute alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto (il 21 aprile 2015), continuano ad applicarsi i limiti numerici sulla detenzione vigenti anteriormente alla medesima data. Ciò significa che tali armi possono essere detenute in soprannumero rispetto alle comuni e alle sportive, purché già detenute al momento di entrata in vigore delle nuove disposizioni e purché non vengano cedute a terzi. In caso di cessione, le armi in questione dovranno essere conteggiate – secondo i casi – tra le sportive o tra le comuni. In nessun caso le armi di categoria B7 potranno essere utilizzate per uso venatorio, neppure se a suo tempo denunciate come tali.

Finalmente chiarezza

Presentata a Milano e a Genova la monografia dal titolo ARMI E MUNIZIONI COMUNI E DA GUERRA di Claudio Lo Curto, Avvocato Generale presso la procura generale di Sassari e noto cultore della materia

A cura della Redazione

Con gli auspici dell'Ordine degli avvocati di Milano, lunedì 1º dicembre 2014, alle 11.00, presso il Palazzo di Giustizia di Milano, è stata presentata la monografia di Claudio Lo Curto, stampata nel luglio del 2014 dalla Casa Editrice Giuffré [la recensione è stata pubblicata su ARMI & BALISTICA n. 33 – n.d.r.].
L'avvocato Antonio Bana, esponente del Foro cittadino e presidente dell'Assoarmieri, ha introdotto l'incontro con l’autore, alla presenza di avvocati e di persone interessate, tra cui giornalisti specializzati e imprenditori del settore.
Davanti a una platea attenta e qualificata, l'intervento dell'autore della monografia è stato preceduto dall'introduzione di due magistrati, a loro volta specialisti della materia delle armi: Andrea Ghinetti, giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Milano, e Biagio Mazzeo, sostituto procuratore della Repubblica di Genova.

continua la lettura a pag. 16 N. 36/2015

La storia infinita dei caricatori

Il ministero dell'Interno ha emanato l'attesa circolare esplicativa riguardo il decreto legislativo dello scorso anno che, fra l'altro, contiene nuove disposizioni sulla capacità massima dei caricatori. Purtroppo il provvedimento non delinea chiaramente gli interventi tecnici per limitarne la capacità, ma le operazioni non dovrebbero essere troppo difficoltose da attuare. In ogni caso si può sempre ricorrere alle armerie...

Lo scorso 28 luglio, il ministero dell'Interno ha emanato la circolare numero 557/PAS/10900(27)9 avente in oggetto il decreto legislativo 29 settembre 2013, n. 121, che – come ricorderà qualche lettore – era entrato in vigore il 5 novembre 2013 e integrava e correggeva il precedente decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 204, a sua volta predisposto per il recepimento della direttiva dell'Unione Europea del 2008.
La nuova circolare esplicativa inizia con alcuni argomenti toccati dal decreto legislativo n. 121, come l'intermediazione nel commercio di armi, la possibilità di inoltrare la denuncia delle armi tramite posta elettronica certificata e la spinosa questione del ritiro cautelare delle armi.

continua la lettura a pag. 18 N. 33/2014


Cambio di caricatore...

Nell'iter di conversione in legge del decreto Competitività, è salito a cinque il numero delle cartucce contenute nei caricatori delle carabine semiauto per la caccia al cinghiale, mentre negli altri casi vale la limitazione iniziale a due prevista dal decreto legge varato dal Governo

Senato e Camera dei Deputati hanno approvato definitivamente, con modifiche, il decreto legge sulla Competitività contenente, fra l'altro, una disposizione che riguarda la capacità dei caricatori delle carabine semiautomatiche con canna ad anima rigata destinate all'impiego venatorio.
Ricorderanno i lettori che sullo scorso numero della rivista avevamo annunciato che il testo originario del citato decreto legge prevedeva la penalizzante limitazione a due colpi; fortunatamente la disposizione è stata modificata e ora è stata prevista una limitazione della capacità del caricatore per le carabine semiauto rigate di cinque colpi per l'esercizio della caccia al cinghiale e di due negli altri casi. Pertanto l'articolo 13 (intitolato Mezzi per l'esercizio dell'attività venatoria) della legge-quadro sulla caccia (n. 157/1992) è stato così riscritto (in corsivo la parte che è stata aggiunta):

Leggi tutto...

Ancora novità sui caricatori

Un decreto legge stabilisce che i caricatori delle carabine semiauto impiegate a caccia non dovranno contenere più di due cartucce. La nuova disposizione dovrà essere convertita in legge prima delle ferie e in sede di conversione non si esclude che possa ancora essere modificata

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 24 giugno 2014 è stato pubblicato il decreto legge 24 giugno 2014, numero 91, che contiene all’articolo 16 alcune modifiche alle norme venatorie. Nello specifico, all’articolo 13, comma 1, della legge n. 157 del 1992 (legge-quadro sulla caccia) è stato aggiunto, alla fine, il seguente periodo: “I caricatori dei fucili ad anima rigata a ripetizione semiautomatica impiegati nella caccia non possono contenere più di due cartucce”.
Di fatto, la norma parifica i fucili semiauto con canna rigata a quelli con canna liscia; i primi, per essere impiegati in ambito venatorio, dovranno utilizzare o un serbatoio da due colpi o uno di maggiore capienza con riduttore che ne porti la capacità sempre a due colpi.
La nuova disposizione si applica esclusivamente all'impiego venatorio dei fucili semiautomatici a canna rigata e non alle norme relative alla loro classificazione ai fini di legge.
L'Anpam (Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni), al riguardo, ha fatto notare che che non vi è alcun obbligo internazionale di limitare i serbatoi delle armi semiautomatiche ad anima rigata utilizzate per la caccia, soprattutto per quanto riguarda il cinghiale comune. In effetti gli unici ungulati idonei a essere cacciati in Italia in regime di caccia ordinaria mediante l’uso di fucili e carabine ad anima rigata sono proprio il cinghiale maremmano (Sus scrofa majori) e il cinghiale centroeuropeo (Sus scrofa scrofa). Gli altri ungulati presenti sono in generale soggetti a regimi speciali di caccia di selezione, effettuata dagli enti pubblici di controllo.
Questo decreto legge, voluto dal Governo, dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla sua emanazione (presumibilmente entro l'inizio di agosto, prima della pausa estiva dei lavori di Camera e Senato).

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