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FINALE CAMPIONATO ITALIANO TRS -Una Finale col botto

Dal 13 al 16 settembre a Catania il grande epilogo della stagione agonistica 2018 del Tiro Rapido Sportivo
di Roberto Bauso – Consigliere TSN Catania

Contrariamente al solito “tam tam” che ogni anno si ripete puntualmente sui social circa curiosità e/o notizie inerenti la finale di turno, quest’anno pare vi siano stati diversi dissensi sul come o perché andare al Sud Italia ad affrontare l’epilogo della stagione 2018 di Tiro Rapido Sportivo; ma tutto ciò non è servito a scoraggiare né la compagine inviata dalla UITS, né tanto meno gli stessi padroni di casa che hanno fatto sì che ogni cosa funzionasse a dovere, oltre che per ragioni squisitamente organizzative anche per un principio etico-morale, giusto per far sentire ognuno dei partecipanti come a casa propria cercando di sfatare totalmente il “tam tam” di turno dimostrando esattamente il contrario di quanto ci si aspettava da questa grande e tanto discussa Finale.
Le danze si sono aperte puntualmente giovedì 13 settembre mattina che ha visto la partecipazione di 37 atleti gareggiare nella categoria 22 L.R. e 21 in quella di Minirifle;
venerdì è toccato esibirsi agli indefessi amanti di Revolver e Monofilari, rispettivamente con 28 e 33 partecipanti; infine ben 68 i tiratori che di Semiauto si sono contesi il titolo italiano nel corso di sabato 15 e domenica 16 settembre, per un totale di ben 187 partecipanti. Non male, per una meta tanto poco acclamata logisticamente ma facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo di trasporto…
Come di consueto, alla fine delle giornate di giovedì, venerdì e domenica, ha avuto luogo la cerimonia di premiazione che ha visto premiare, a cura della UITS, i migliori 3 tiratori di ogni gruppo di merito e categoria, nonché le prime 3 squadre classificate formate dai 3 componenti di ogni Sezione

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Enforce Tac 2019: più spazio per la sicurezza

Il salone speciale dedicato alle forze di polizia si trasferisce in un padiglione più ampio e ottiene il patrocinio del ministero federale dell’Interno. In parallelo si terrà U.T.SEC, summit sui droni

Mercoledì 6 e giovedì 7 marzo 2019 al Centro Esposizioni Norimberga si svolgerà per ben l’ottava volta il salone speciale Enforce Tac, evento internazionale dedicato agli strumenti di comando, controllo e intervento delle autorità investite di compiti di sicurezza che, ogni anno, presenta gli ultimi trend nel comparto Law Enforcement. In parallelo si terranno altresì la Conferenza Europea degli istruttori di polizia (EPTK) con conferenze e addestramento su temi legati alla formazione e all’aggiornamento professionale, nonché l’U.T.SEC – Summit for Drones, Unmanned Technologies & Security. Il patrocinio dell’Enforce Tac è stato assunto dal ministero federale dell’Interno tedesco.
La crescita costante registrata negli anni scorsi dall’Enforce Tac, International Exhibition & Conference Law Enforcement, Security and Tactical Solutions, non testimonia soltanto la forte rilevanza dell’argomento trattato, bensì si ripercuote anche sulla collocazione dell’area espositiva all’interno del Centro Esposizioni Norimberga. In forza di ciò nel 2019 l’Enforce Tac si svolgerà per la prima volta nel padiglione 12 (entrata “West”), al pianterreno e con ancora più spazio per gli espositori e le loro presentazioni. Attualmente, infatti, la superficie prenotata supera di gran lunga la situazione del 2018 a fine fiera.

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“Eroismo Oggi” con il Gen. Marco Bertolini nel Centenario della Grande Guerra

Vibrante serata quella impressa dall’Ex comandante degli incursori paracadutisti del 9° Col Moschin Generale della riserva par. Marco Bertolini nella bella sala Maddalena del Comune di Monza. Intervento a tutto campo focalizzato dal tema del convegno pubblico “Servono ancora Eroi oggi!” che gli ha permesso di rimarcare come serva ancora oggi l’uomo che vada oltre il mero proprio dovere attuando quel qualche cosa in più che lo introduce nello spazio degli Eroi. Forte delle esperienze vissute, iniziate dal Libano nel 1982, cita senza mezzi termini la Patria “nata irrorata dal sangue di chi si è sacrificato, di chi in situazioni estreme ha saputo gettare il cuore oltre l’ostacolo”. Un J’Accuse sulla “fumosità della politica” senza una visione operativa, mandare uomini in missioni “di pace” all’estero nascondendosi dietro termini come “supporto di polizia internazionale, assistenza umanitaria, operazioni di pace”. Ma, testuale, “In Irak c’é stata una guerra e noi eravamo alleati del governo riconosciuto che a sua volta era in guerra con i talebani”. Così come nell’intervento in Kosovo si soni inventati i “bombardamenti preventivi”. Eroi non si nasce. I nostri nonni cento anni fa hanno conquistato un’Italia unita e non sono nati eroi: erano contadini, operai, studenti, poi sono stati mandati sul Carso e sul Piave e molti di loro sono diventati Eroi.
La parte storica è stata illustrata dal ricercatore Claudio Ferrari con una serie di riferimenti a uomini insigniti di medaglia al valor militare, da quelli noti sino ai più sconosciuti al grande pubblico, mentre il giornalista Marco Sudati ha illustrato il percorso etico e profondo che predispone animo e mente a considerare il sacrificarsi per la comunità una normalità.
Zeus

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