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Accessori

ABC come punto di arrivo

Non parliamo dell’abbecedario di scolastica memoria, ma dell’Advanced Balistic Compensation, il sistema integrato di mira messo a punto da Leica che fa ‘dialogare’ il binocolo/telemetro e il cannocchiale di puntamento senza bisogno di tabelle o calcolatori balistici

di Paolo Tagini


La leggendaria storia della Leica comincia nel 1914 ed è inizialmente legata al concetto di fotocamera compatta, facilmente portabile, destinata a rivoluzionare il modo di fotografare: nel 1932 il numero di esemplari prodotti arriva a 90mila, nel 1961 a un milione.
Leica non è però solo sinonimo di fotografia: nel corso dei decenni gli orizzonti della Casa tedesca si ampliano e raggiungono altre applicazioni dell’ottica, branca dell’industria di precisione nella quale la Germania è tradizionalmente molto versata. Il più recente settore sviluppato da Leica è quello dei cannocchiali da puntamento (ricordiamo che la Casa del marchio rosso produce da decenni cannocchiali da osservazione, binocoli e telemetri); tuttavia un altro importante sviluppo dato da Leica consiste proprio nella possibilità di integrare fra loro gli strumenti ottici di cui si serve il cacciatore per arrivare a un sistema di puntamento rivoluzionario che permette di correggere istantaneamente il tiro in funzione di tutte le variabili.
Ma procediamo con ordine.

Il Geovid HD-B 42
Presentato a inizio anno, questo binocolo incorpora un telemetro. Fino a qui niente di strano, salvo il fatto che, oltre a misurare la distanza del soggetto inquadrato, il Geovid HD-B 42 tiene anche conto dell’angolo di sito, nonché delle prestazioni balistiche del connubio tra arma e munizione che il cacciatore sta usando.
Si tratta del nuovo sistema balistico Leica chiamato ABC (Advanced Balistic Compensation).
In pratica, l’utente consulta comodamente a casa dal proprio computer il sito web www.leica-camera.it, dove è presente il programma balistico IBS G7. Esso è per la verità è un po’ nascosto nel sito, tuttavia è di uso semplice e chiaro (è tutto in italiano!) e richiede all’utente soltanto i dati relativi al munizionamento che utilizzerà a caccia, ovvero calibro, tipo, peso, coefficiente balistico e velocità della palla, distanza di azzeramento del cannocchiale e altro.
Attraverso il PC questi dati sono caricati su una normalissima scheda Micro-SD; quest’ultima deve poi essere inserita nel Geovid HD-B 42 che, munito della pila che alimenta il telemetro e il piccolo processore incorporato al suo interno, è ormai pronto per l’uso.

Il freno indicizzato

Con la cura che le è propria, la ditta Tàni produce un freno di bocca per AR-15 molto facile da montare nella posizione corretta grazie a un piccolo stratagemma

di Massimo Castiglione


Il freno di bocca per i fucili tipo AR-15 è diventato uno degli accessori di più comune diffusione fra gli amanti del Black Rifle: oltre ai semplici spegnifiamma, esistono vari tipi di veri e propri freni di bocca con caratteristiche tecniche e prestazioni spesso molto differenti.
Dice la sua in questo vivace settore anche la ditta Tàni di Alessandria, specializzata in accessori e strumenti per le armi, sempre connotati da una progettazione intelligente e da un elevato livello di precisione nelle lavorazioni.
Il freno di bocca Tàni modello 625 è stato infatti studiato per i fucili tipo AR-15 (con canna standard da 18 millimetri di diametro, vale a dire 0,700 pollici) e risolve, in fase di montaggio, uno dei problemi tipici che si incontrano, ovvero l’indicizzazione.
Con tale termine si indica che il freno, completamente avvitato sulla volata della canna, deve bloccarsi nella posizione in cui le finestre delle camere di espansione siano perfettamente orizzontali, cioè vengano a trovarsi sul fianco destro e sinistro del freno e non un po’ sopra o un po’ sotto.
È raro che l’indicizzazione avvenga perfettamente in modo casuale; di solito si fa ricorso a due espedienti. Il primo è incollare con il liquido frenafiletti il freno di bocca nella posizione giusta, il secondo è interporre una rondella di rasamento dello spessore adatto fra la parte posteriore del freno e la battuta del filetto della canna in modo che stringendo il freno stesso questo arrivi alla posizione corretta.

L’idea della Tàni
La Tàni ha scelto un’altra strada: dotare il proprio freno di una ghiera filettata, da avvitare sulla canna, che serve per bloccare facilmente il freno nella posizione di perfetta indicizzazione. È evidente che con questa soluzione, che non richiede né collanti né rondelle, si ottiene immediatamente il risultato voluto.
Per quanto riguarda le altre caratteristiche, il freno di bocca modello 625 presenta due camere di espansione che sfiatano ai lati, con i fori delle rispettive paratie di diametro ridotto al minimo per massimizzare l’effetto frenante del rinculo; un terzo foro di sfiato da 4 millimetri di diametro è ricavato nella parte posteriore, inclinato in alto a destra, e serve per compensare la rotazione dei gas indotta dal verso di rigatura della canna.

Zeiss Victory 3-12x56 HT con torretta ASV+

Presentate ufficialmente all’IWA di Norimberga nel marzo 2012, le ottiche Zeiss dotate delle lenti HT si rivelano come un ulteriore passo avanti nella ricerca della perfezione e montate insieme agli ultimi ritrovati meccanici per i cannocchiali da puntamento regalano prestazioni di vertice

di Emanuele Tabasso

Per provare un binocolo si ha soltanto necessità di spazi aperti, condizioni di luce mutanti dalla notte al giorno, oggetti e panorami da osservare, mettere a fuoco, distinguere, verificare. Insomma una rassegna di immagini da raccogliere qua e là con l’ottica al collo.
Diverso è condurre una prova sul campo per un cannocchiale da mira dove, per prima cosa, è necessario un buon fucile con validi attacchi: quanto abbiamo avuto in prova dalla Bignami di Ora rappresenta un binomio che a molti farebbe gola.

L’ottica fresca di arrivo sul mercato italiano è stata abbinata a una carabina Sauer modello 202 con canna compatta e scanalata nel calibro .30-06 Springfield che non è mai stato ai vertici dei nostri pensieri. Meglio – ci siamo detti – così verifichiamo insieme alla valenza ottica del Victory anche la praticità della nuova torretta ASV+ con l’impostazione a clic delle diverse distanze: la caduta generosa della palla è quanto di più opportuno si possa desiderare per combinare quei giochi subdoli del tiro alla distanza predeterminata come punto zero (per noi è stata a 200 metri), poi verificare la caduta a 300 metri e ancora agire sulla torretta trovando perfetta conferma che gli scatti si traducono in esatti centimetri di innalzamento del punto battuto.
La fine dei giochi si ha con il ritorno al punto zero dove un foro vicinissimo al primo dà contezza che negli Zeiss la meccanica è di alta precisione, anzi possiamo prendere a prestito la qualifica delle lenti affermando come sia anch’essa ad alta trasmissività dal pensiero del tiratore al foro sul bersaglio.

La torretta ASV+ è un ritrovato migliorativo di quella precedente, come indica il piccolo suffisso apposto dopo la sigla identificativa, e può tornare molto utile la previsione della Casa di poterla ottenere come primo impianto all’acquisto del cannocchiale, ma prevedendone ugualmente il montaggio su diversi tipi di ottiche già a mani del cliente.

Zeiss Conquest HD 10 x 42

Una prova di lunga durata è sempre il metodo migliore per rendersi conto delle prerogative di un nuovo prodotto, così un binocolo della serie Conquest con lenti HD ha accompagnato diverse camminate in montagna culminate con una cacciata in apertura di stagione

di Emanuele Tabasso

 

La visita alla Zeiss del dicembre 2011 era stata focalizzata sulla presentazione delle ottiche dotate delle nuovissime lenti HT, sigla ancora superiore alla HD già ben conosciuta e apprezzata. Traducendo in idioma italico le sigle anglofi le si passa dall’alta definizione all’alta trasmissibilità, della luce ovviamente, per la quale la Casa di Wetzlar ha condotto in porto con la vetreria Schott una fornitura in esclusiva e per un certo periodo delle lenti al vertice della tecnologia.
Assodati gli altri parametri si è combattuto – è il caso di dirlo – sul fronte della capacità del vetro ottico di far passare la luce: risulta che il 90 percento rappresentasse una frontiera difficilmente superabile. Forse qualche virgola in più era ipotizzabile, ma il balzo al 94 percento compiuto in quest’ultima ricerca rappresenta uno sforzo e il coronamento di una ricerca davvero di altissima entità.

Come in ogni settore della tecnologia ci sono momenti in cui scoperte nuovissime consentono balzi di marcato valore numerico: di lì in avanti è poi tutto un lavoro di eccellenza, consentito solo dalla base di calcolo fornita dai calcolatori ultrarapidi e quindi con la sperimentazione virtuale di una miriade di ipotesi fra cui sarà possibile scegliere componenti e lavorazioni adeguate a conseguire quell’ulteriore salto in avanti , piccolo numericamente, ma di ingente valore per quanto rappresenta e per quanto consente a chi è alla perpetua ricerca delle cose di vertice.
Il risvolto della medaglia sta, come di consueto, nei costi che si riverberano sul prezzo al pubblico di tali prodotti : un settore del mercato è pronto e disponibile a sposare la causa, ma un settore, solitamente ben più ampio, trova appagamento in soluzioni oggi non più al limite estremo della conoscenza, ma un passo indietro, passo che oggi è nulla di meno del vertice di ieri. Dobbiamo sottolineare come negli ultimi anni la Zeiss abbia colto appieno le istanze di un mercato rimasto per qualche tempo in attesa di una decisa riapertura della ricerca nel comparto sportivo: ci piace sottolineare come il sodalizio con la Bignami sia stata la miccia che ha innescato il processo dando nel contempo una traccia commerciale di assoluto risalto di cui oggi tutto il mercato può raccogliere i frutti .

A caccia con Zeiss Duralyt 3-12x50i

Da quasi due anni la Zeiss ha lanciato sul mercato un cannocchiale da puntamento destinato ai primi ingressi nel campo della canna rigata, ai giovani in particolare che si destreggiano nel limitare le spese desiderando mantenere tuttavia un indice di qualità elevato

di Emanuele Tabasso

Il nome Zeiss induce fatalmente due pensieri di cui primo è senza dubbio la qualità di vertice, poi arriva il secondo un po’ meno gradito e riguarda i prezzi. Gli oggetti di valore si pagano e i prodotti della Casa di Wetzlar racchiudono un insieme di ricerche e di affinamenti esecutivi, per limitarci a due sole cose, tali da far inchinare il capo di fronte a certi traguardi, accettando nel contempo, una spesa elevata. Probabilmente il reparto che si occupa felicemente, per noi possibili acquirenti, delle ottiche venatorie ha avuto un leggero ripensamento considerando come molte persone, i giovani in particolare, che si avvicinano alla canna rigata avrebbero molto piacere di fregiare la loro carabina del marchio bianco e blu, ma un piccolo problema di ordine economico frena la decisione.

Dove sta il più sta il meno, recita un noto proverbio, e pur se non sempre è vero nel caso presente non dev’essere stato molto difficile allestire una piccola serie di ottiche da mira dove la qualità fosse preservata e la moneta divenisse accessibile. Pare che in azienda si sia sussurrato alla presentazione della novità che qualcuno doveva essersi fatto prendere la mano nel limare la quotazione, fatto sta che tutta la serie Duralyt, e in particolare il 3-12x50 illuminato a poco più di mille € ha destato non poco interesse.
Un paio di visite alla sede di Wetzlar hanno fugato le voci che qualche diavoletto aveva messo in giro, secondo cui la produzione sarebbe stata affidata a una qualche azienda dell’estremo oriente: niente di tutto questo perché l’allestimento è lì, sotto gli occhi dei visitatori, e procede nella catena di lavorazione e montaggio tutta tedesca. La lavorazione dalla barra estrusa di lega d’alluminio si svolge cadenzata dalla precisione del macchinario a controllo numerico e dalle ispezioni puntuali e attente del personale addetto: la vetreria Schott fornisce la materia prima per le lenti lavorate con quell’accuratezza che le ha rese famose nel tempo per trasmissione di luce, assenza di aberrazioni, potere di definizione.

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