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Armi Corte

Quinta generazione?

La vittoria della Glock al concorso indetto dall'FBI per le nuove pistole d'ordinanza e il passaggio al calibro 9 Parabellum hanno aperto la caccia ai nuovi modelli della Casa austriaca, visto che nessuno di essi della produzione attuale risponde ai criteri fissati dall'agenzia americana

di Massimo Castiglione
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Nel 1990 il Federal Bureau of Investigation adottò il .40 S&W e, dopo aver fornito inizialmente ai suoi agenti la pistola Smith & Wesson modello 4006, passò in seguito alle Glock modello 22 e 23; gli agenti che hanno difficoltà a qualificarsi con il calibro .40 S&W ricevono in dotazione le Glock 17 e 19 in 9 Parabellum, mentre il modello 26 della Casa austriaca, nello stesso calibro, è ammesso come arma di back-up.
Alla fine del 2015 l'FBI fece lo sconvolgente annuncio del passaggio – o meglio, del ritorno – al calibro 9 mm Parabellum, concomitante con l'altrettanto clamorosa notizia dell'indizione di un contratto da 85 milioni di dollari per la fornitura delle nuove pistole d'ordinanza, comprendente anche i relativi ricambi e accessori.

continua la lettura a pag. 56 N. 57/2016

Competition Ready

Con questo slogan si presenta al pubblico la CZ Shadow 2, erede del modello sportivo che apparve dieci anni fa. Numerose le migliorie introdotte, la cui validità è stata confermata nel corso della nostra prova di tiro

di Paolo Tagini
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La CZ 75 è uno dei capisaldi fondamentali nella storia delle pistole semiautomatiche moderne: il modello primigenio si è evoluto nel corso degli anni e, dal 1975 a oggi, è stato costruito in oltre un milione e duecentomila esemplari accanto ai quali sono state prodotte svariate altre versioni da esso derivate. Una di queste è la CZ 75 SP-01 Shadow calibro 9 Para/9x21, una pistola semiauto di successo che è diventata una delle dominatrici della classe Production nel tiro IPSC.

continua la lettura a pag. 34 N. 57/2016

La Savage 1907 e derivate

Questa azienda statunitense, nonostante gli sforzi profusi all'inizio del XX secolo nel concorso indetto dallo U.S. Army per una pistola in calibro .45 ACP, riuscì a produrre anche una prolifica famiglia di armi tascabili

di Sergio Lorvik
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L’attuale Savage Arms Corporation fu fondata il 5 aprile 1894 da Arthur W. Savage, un eclettico personaggio i cui interessi spaziarono dalle armi ai pneumatici, dalla trivellazione dei pozzi petroliferi alla ricerca dell’oro, e fu inizialmente nota come Savage Arms Company. La fabbrica fu edificata nell’amena Mohawk Valley, nella parte superiore dello Stato di New York, e iniziò la sua produzione con un fucile a leva di grande potenza brevettato da Arthur Savage, il Modello 1899, arma che, a dimostrazione della validità del progetto, è ancor oggi in produzione.

continua la lettura a pag. 64 N. 56/2016

Arriva il PITBULL!

Non vogliamo naturalmente parlare del simpatico e combattivo Terrier, bensì del recente revolver prodotto dalla Charter Arms che va ad aggiungersi alla selezionata genia di armi a rotazione camerate per cartucce studiate per le pistole semiautomatiche. Caratterizzato da interessanti soluzioni tecniche, il compatto e potente Pitbull si affaccia sul nostro mercato nell’italianissimo calibro 9x21 mm

di Francesco Battista
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Quella dei revolver adattati a sparare munizioni con fondello senza flangia è una famiglia eterogenea, risalente all’epoca della comparsa di questo tipo di cartucce: già nei primi anni del Novecento, infatti, piccole fabbriche tedesche e belghe, come la Pickert e la HDH, producevano rivoltelle tascabili camerate in 6,35 e 7,65 Browning che raccolsero non pochi consensi tra i gentiluomini del tempo. Ma fu la comparsa dei revolver statunitensi Modello 1917 in .45 ACP, ovvero l’Hand Ejector della Smith & Wesson e il New Service della Colt, a decretare il definitivo imprimatur di questa particolare categoria di armi.

continua la lettura a pag. 58 N. 56/2016

A VOLTE RITORNANO

I lettori più impressionabili possono stare tranquilli: in queste note non parleremo infatti del cupo e terrificante romanzo di Stephen King, ma di un ritorno ben più solare e gradito, quello della versione compatta della Beretta 92

di Francesco Battista
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Dal 1976 a oggi la Beretta modello 92 è stata prodotta in un impressionante numero di versioni, varianti e sotto varianti, il che costituisce la miglior testimonianza del suo successo (insieme alle numerose copie, più o meno autorizzate, comparse qui e là nel mondo, dal Brasile alla Turchia): l’iconica pistola valtrumplina è stata di volta in volta proposta per il tiro sportivo, con il carrello rinforzato, in edizioni elaborate con accenti più o meno custom, con congegni di scatto diversi e così via.

continua la lettura a pag. 46 N. 56/2016

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