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Armi Corte

Walther Ppq

Walther Ppq

A tre lustri dalla sua presentazione, la diffusa e apprezzata pistola Walther P99 si veste a nuovo dentro e fuori, portando a compimento un percorso evolutivo perseguito con attenzione alle soluzioni meccaniche e volontà di offrire alla clientela un prodotto sempre più funzionale.

di Francesco Battista

La P99, presentata nel 1997, rappresenta un punto di svolta per la filosofia costruttiva della Carl Walther Sportwaffen nel segmento delle armi corte: essa fu infatti la prima pistola costruita dalla storica firma di Ulm in base alle più moderne tendenze del settore, ovvero sicurezza e semplicità d’uso e impiego di moderne tecnologie costruttive. Dopo aver osservato e analizzato l’impatto sul mercato della nuova generazione di pistole semiautomatiche d’ordinanza principiata con la Glock nei primi anni Ottanta, la Walther comprese quindi che doveva scendere nell’agone, ma non certo limitandosi a replicare moduli tecnici ed estetici già visti; nel 1994 iniziò quindi il programma di sviluppo di una nuova pistola di grosso calibro che avrebbe portato tre anni dopo alla comparsa della P99 e segnato l’uscita dalla scena di modelli di impostazione tradizionale come la P88 e, in breve, di leggende quali le costose PP e PPK. I parametri costruttivi e stilistici della P99 furono infatti ripresi nelle P22 e PK 380, che andarono a coprire la fascia di pistole di piccolo e medio calibro in sostituzione dei due modelli suddetti, nati durante la Repubblica di Weimar (nel catalogo dell’azienda compaiono ancora la PPK e la PPK/S, prodotte però su licenza in altri paesi).
La P99 ottenne in breve tempo una buona accoglienza sia da parte del mercato civile sia in ambito professionale: il successo di un’arma si desume anche dal suo impiego cinematografico e la P99 raccolse l’eredità della PPK nei film di James Bond/007, mentre fu adottata da alcuni dipartimenti regionali di polizia tedeschi, dalle forze dell’ordine polacche e da diversi reparti dell’esercito finlandese. I tecnici della Walther non si misero però a dormire sugli allori e, nonostante il gradimento accordato alla P99, si impegnarono in un costante programma di perfezionamento che è giunto sino a oggi:
Il modello originale con scatto in azione mista tramite percussore a lancio inerziale fu seguito nel 2004 dalla cosiddetta Seconda Generazione caratterizzata, oltre che da aggiornamenti afferenti l’estetica e la tipologia della slitta anteriore del fusto per il montaggio di congegni di designazione e illuminazione del bersaglio (passata da una configurazione dedicata a specifici accessori al disegno Weaver), dalla comparsa di due varianti del sistema di scatto denominate Anti Stress, Double Action Only e Quick Action: la prima rappresentava una ottimizzazione del sistema SA/DA, la seconda sparava solo in doppia azione (come la precedente P990) mentre la terza era munita di un congegno di armamento parziale del percussore attivato dalla traslazione del carrello, secondo il diffuso schema Glock. Ulteriori modifiche del disegno del carrello e della guardia del grilletto portarono poi in tempi più recenti a una serie ulteriori, a volte definita come Terza Generazione.

Revolver Doc Holliday firmato Pedersoli

La produzione della Davide Pedersoli ha sempre rivolto l’attenzione ai modelli che hanno caratterizzato l’epopea napoleonica, la frontiera e la guerra civile americana, il periodo d’oro dei fabbricanti di pistole e fucili da tiro dell’Europa della prima metà dell’Ottocento, delle prime armi a cartuccia metallica della storia armiera statunitense.
Non poteva mancare una piccola pagina da dedicare anche a quella breve parentesi di fine secolo in cui un nostalgico West crepuscolare si apprestava a essere assorbito da quelle innovazioni tecnologiche che avrebbero cambiato la storia armiera del nuovo continente. L’azienda gardonese ha voluto sintetizzare quella pagina con tre particolari modelli in modo da arricchire la propria gamma di prodotti. Al noto fucile Lightning, pertanto, si è aggiunta più recentemente la doppietta Wyatt Earp e, per concludere una trilogia western estremamente significativa, è stato presentato il nuovo revolver Doc Holliday.
Questo revolver, di chiara ispirazione Colt, nasce dopo le numerose richieste degli appassionati del Cowboy Action Shooting di tutto il mondo e vuole ricordare il famoso John Henry Holliday (1851-1887), soprannominato “Doc” per la sua saltuaria professione di dentista. Pistolero e giocatore d’azzardo, Doc Holliday è divenuto famoso per aver partecipato, al fianco dei fratelli Earp, alla sparatoria dell’O.K. Corral di Tombstone, Arizona (26 ottobre 1881). Quell’evento racconta lo scontro tra Virgil, Morgan e Wyatt Earp e i fratelli Clanton (Billy e Ike) e McLaury (Frank e Tom) uniti a tale Billy Claiborne. Nella sparatoria ebbero la peggio i due fratelli McLaury e Billy Clanton, mentre altri rimasero feriti o abbandonarono perchè disarmati. Sarà stato per la notorietà dei fratelli Earp, e dello stesso Doc Holliday, che lo scontro venne tramandato come uno dei più famosi di quell’epopea western già sul viale del tramonto e ispiratore, nel secolo successivo, di numerosi film interpretati sempre da famosi attori.
Il revolver Doc Holliday è camerato per la cartuccia .38 Special, mentre per le configurazioni si potrà scegliere tra le lunghezze di canna di 127 mm (5”) o 107 mm (4.2”) e una finitura nichelata oppure brunita nera. Le guancette dell’impugnatura, avente profilo a testa d’uccello, presentano i fianchi zigrinati con, scolpito nella parte superiore, il logo “dp” dell’azienda inscritto in un ovale.
Sulla fascetta dell’impugnatura è inciso J.H. Holliday, mentre sulla parte superiore della canna compare la scritta D. Pedersoli - Italy e il riferimento 38 Spec del calibro.
La canna è rigata tramite brocciatura ed è solcata da sei righe che sviluppano un passo di 450 mm (18”). Il sistema di scatto è accuratizzato e il peso è contenuto, in base alla lunghezza di canna, tra 0,800 (1.76 lbs) e 0,850 kg (1.87 lbs): caratteristiche, queste, che assieme alla tipica impugnatura rendono questo revolver un campione di maneggevolezza e precisione.
Commenti particolarmente lusinghieri sono stati rivolti alla versione con canna da 107 mm (4.2”): perfettamente bilanciata (il punto di equilibrio è davanti al paragrilletto), l’arma mette in condizione il tiratore di mirare e sparare facilmente e rapidamente. La peculiare impugnatura, con un perfetto connubio tra angolatura, forma e dimensione, permette di posizionare la mano sempre nella stessa posizione. Apprezzamenti anche per la scorrevolezza e la precisione del congegno di scatto.
La lunghezza totale della versione con canna da 107 mm (4.2”) è 230 mm (91/16”); il modello con canna da 127 mm (5”) ha una lunghezza totale di 250 mm (97/8”).
Il revolver Doc Holliday è stato approvato dalla SASS (Single Action Shooting Society) per le principali gare di tiro western. Calzato in una fondina da spalla (come visto nei più celebri film) o in una fondina da fianco si presenta come un revolver dallo stile sicuramente western ma ben più accattivante di altri modelli Single Action abitualmente utilizzati.

Per info: www.davide-pedersoli.com

Arriva la Beretta Nano

Progettata e costruita dalla Beretta USA la Nano è una interessante pistola "Micro compatta" per difesa personale. Camerata per la cartuccia calibro 9 parabellum, ha un caricatore da 6+1 colpi, canna da 80 millimetri e un peso di 500 grammi. Il carrello è in acciaio 4140 con finitura Pronox, il fusto è in plastica con inserto in acciaio inox. Gli organi di mira sono regolabili e intercambiabili. La lunghezza della Nano è di 140 millimetri. In attesa di poter vedere dal vero questa pistola, vi invitiamo a visitare il suo microsito ufficiale.

Per info: www.berettanano.com

Smith & Wesson V-Comp


 

Il revolver S&W modello 627 V-Comp calibro .357 Magnum si caratterizza per l’adozione di un compensatore montato in modo inamovibile sulla canna da 5”, tutta in acciaio inossidabile con finitura nera.

 

Il tamburo da otto colpi può essere rifornito con “lunette” per velocizzare le operazioni di caricamento/ scaricamento. La S&W 627 V-Comp può essere utilizzata anche senza “lunette”. In dotazione con l’arma viene fornita una seconda impugnatura in gomma.

 

La canna misura 152 mm per una lunghezza totale di 284 mm. Il peso è di 1138 grammi. E’ catalogata arma ad uso sportivo. Per info: Bignami, Tel 0471 803000 – www.bignami.it

Walther PPS. Police Pistol Slim

 

Slim in inglese significa sottile e la PPS sottile lo è davvero. A vederla in fotografia sembra una pistola di grandi dimensioni, ma in realtà è poco più grande (ma veramente di poco) di una Walther PPK, che per decenni è stato il punto di riferimento nella categoria delle pistole da difesa di piccole dimensioni per il porto occulto (concealed carry). Ma quello che differenzia la PPS dalle altre pistole conealed carry è il calibro: 9x21. I caricatori forniti con la pistola sono tre, di differente capacità: 6, 7 e 8 colpi. Di conseguenza variano anche le dimensioni della PPS, che con il caricatore da sei colpi è realmente compatta. La Walther PPS ha una ulteriore particolarità: i dorsalini dell’impugnatura sono intercambiabili e fungono anche da chiave di sblocco del sistema di scatto. Riponendo arma e dorsali in luoghi separati la PPS non può funzionare, cosa di non poco conto specie se in casa girano bambini o persone inabili al maneggio delle armi. Parimenti l’arma, se rubata, non può funzionare.

www.bignami.it

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