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Armi Corte

Digerisce anche le bombe

Camerata in .45 ACP +P, questa nuova striker fired pistol della Remington si è dimostrata perfettamente adatta all'uso dei caricamenti più tosti dell'inossidabile fortyfive. Straordinariamente efficace l'impugnatura, praticamente adatta a qualsiasi mano ma capace di contenere un bifilare da 15 colpi

di Paolo Tagini

Quando, una decina di anni fa, la Remington decise di riprendere la produzione di armi corte – le ultime pistole prodotte dalla storica Casa americana risalivano ai tempi della prima guerra mondiale ed erano delle 1911 destinate all'equipaggiamento delle forze armate USA – lo fece ripartendo proprio dall'immortale modello che aveva servito per tre quarti di secolo lo Zio Sam. In questo decennio la Remington ha sviluppato adeguatamente la gamma delle sue 1911, rimpolpata con diversi modelli e versioni ma anche apprezzata dal pubblico per il suo eccellente livello qualitativo.

continua la lettura a pag. 16 N.82/2019

Elastica e volubile

Sarà anche vero che, come canta il Duca di Mantova nel Rigoletto, la donna è mobile ma, certamente, non quanto la molla di recupero (femmina anche lei) nelle pistole semiautomatiche

di Sergio Lorvik

Com’è noto, la molla di recupero è un indispensabile elemento che ha il compito di comprimersi, al momento dello sparo, per l’arretramento del carrello o dell’otturatore e, in seguito, di cedere l’energia accumulata per riportare in avanti il carrello, armare il cane o il percussore, inserire una nuova cartuccia in camera e ripristinare, se del caso, il sistema di chiusura. Pur se indispensabile, sembra quasi che i progettisti di turno la considerino una specie d’impiccio di difficile sistemazione tanto che è stata, di volta in volta, collocata nei luoghi più impensati.

continua la lettura a pag. 86 N. 81/2019

Passaggio complesso

La vicina Confederazione Elvetica passò dalla pistola monocolpo ad avancarica al revolver Modello 1878 a retrocarica attraverso una serie di tappe intermedie costituita da quelle armi che caratterizzarono l'ultimo quarto del XIX secolo

di Adriano Simoni

Il revolver Modello 1872
Solo alla fine degli anni ’60 del XIX secolo gli stati europei iniziarono la sperimentazione delle rivoltelle quali armi corte di ordinanza per sostituire le pistole monocolpo ad avancarica, con accensione a percussione; ciò avvenne molti anni dopo l’apparizione negli Stati Uniti, nel 1836, del revolver Colt Paterson. Nel corso degli anni ’70 Danimarca, Inghilterra e Austria adottarono varie tipologie di revolver con cartuccia a spillo o a percussione centrale, ma la vera svolta fu la creazione di un revolver con munizione a percussione anulare ideato nel 1862 a Liegi dallo svizzero J. Chamelot.

continua la lettura a pag. 80 N. 81/2019

Il volo alto dell'aquila

Concepita negli Stati Uniti, realizzata per una trentina d'anni in Israele (prima dalla IMI, poi dalla IWI), la Desert Eagle è ora costruita proprio dalla ditta che la progettò, vale a dire la Magnum Research di Minneapolis. In queste pagine la prova della versione d'acciaio inossidabile camerata per il calibro da pistola semiauto più potente, il .50 Action Express

di Massimo Castiglione

La IMI Desert Eagle fece la sua comparsa nel 1984; originariamente camerata per la cartuccia .357 Magnum, successivamente accolse anche il .44 Magnum. Oltre all'allestimento originale (completa realizzazione in acciaio al carbonio con brunitura nera opaca), entrambi i calibri furono poi disponibili anche con il fusto in lega leggera oppure completamente in acciaio inossidabile; la Desert Eagle è stata anche camerata per la cartuccia .41 Magnum, versione che però non è arrivata in Italia.

continua la lettura a pag. 64 N. 81/2019

NAZIONALPOPOLARE

E non in senso dispregiativo: la nuova pistola Security-9 della Sturm, Ruger & Co. si propone al pubblico con tutte le caratteristiche delle armi corte per difesa e servizio dell’ultima generazione e la qualità tradizionale della casa di Southport, ma a un prezzo che definire conveniente è quasi un eufemismo

di Francesco Battista

Nel lontano 1972 la Ruger presentò il suo primo revolver ad azione mista, il Security Six, prima arma della sua categoria a dire qualcosa di nuovo in un settore all’epoca fermo all’inizio del secolo: dotato di una meccanica robusta e moderna (anche in confronto ai coevi Colt Mk III) e costruito assai solidamente, il Security Six – da cui in breve derivarono gli Speed Six e Service Six – fu un immediato successo e per anni vendette copiosamente tanto sul mercato civile quanto su quello professionale, anche in virtù di un prezzo competitivo.

continua la lettura a pag. 48 N. 81/2019

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