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Dai lettori

Il perché del Free Bore

Durante una discussione fra amici è saltata fuori l'importanza del Free Bore nelle cartucce da carabina, soprattutto per quanto riguarda la precisione di tiro. Mi volete spiegare a che cosa serve esattamente e come si può fare per calcolarlo? Grazie.
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Nella ricarica delle cartucce da carabina è di fondamentale importanza conoscere il valore del "Free Bore", espressione inglese che significa letteralmente "canna libera" e indica la distanza fra il proiettile montato su una munizione e l'inizio della rigatura della canna; si tratta dunque di una relazione che lega fra loro una certa cartuccia con una certa arma.
È importante conoscere il valore del Free Bore poiché determinante ai fini sia della precisione di tiro, sia del regime pressorio che caratterizza ogni connubio arma/cartuccia. Per quanto riguarda la prima, è importante osservare che la palla, quando inizia a muoversi sotto la spinta dei gas, deve percorrere "liberamente" (prima cioè di avere impegnato la rigatura) il tratto più breve possibile; diversamente, se la palla percorre, da quando si libera dal bossolo a quando entra nella rigatura, un tratto più o meno lungo senza l'adeguato supporto rischia di impegnare la rigatura in maniera non perfettamente coassiale alla canna. In parole povere, entra "un po' storta" ed è facile capire che la precisione va a farsi benedire.

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7 Rem. Mag

7 Rem. Magnum e la Francia


Gentile sig. Tabasso,
volevo sapere se è possibile avere, sempre con la sua rinomata gentilezza, professionalità e pazienza, un consiglio sull'acquisto di un punto rosso tipo Docter Sight da montare su una carabina R8 Blaser calibro 7 Rem. Magnum per mio figlio che farà la sua prima esperienza di caccia al cinghiale in Francia, visto che è riuscito a prendere il permesso in Francia anche se non ha ancora compiuto 17 anni. Ben venga in Francia ma il primo anno deve essere accompagnato da cacciatore più esperto e con più anni di licenza caccia, così tra i familiari ci siamo messi tutti assieme per comperare la carabina dei suoi sogni. Mi scuso per essermi lasciato andare... Un'ultima cosa: che ne pensa del calibro scelto da mio figlio? Si è fatto convincere perché i giovani transalpini scelgono proprio il 7 Rem. Magnum.
Con stima,
Carlo Trapani

Egregio Signor Trapani,
comincio dal fondo. Ottima la scelta del 7 Rem. Mag., cartuccia polivalente anche se non proprio il meglio sul cinghiale, ma per tiri lunghi a ungulati darà ottime soddisfazioni con le cariche appropriate: palle ad alto coefficiente balistico e medio peso (140 grani) per questi ultimi mentre per la bestia nera un po’ più di peso e capacità di penetrazione (Brenneke TUG, Hornady SST ad esempio) saranno scelte vantaggiose.
La Blaser è oramai entrata prepotentemente nelle scelte di molti cacciatori: dalla sua ha una notevole leggerezza, precisione eccellente, rapidità di riarmo, montaggio ottica efficiente ed efficace, possibilità di sostituzione canna/calibro, armamento della batteria separato dalla cameratura della cartuccia. Per un punto rosso vedrei fra le primarie aziende del settore: da Aimpoint ai cinesi ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le tasche e sovente marche rinomate, come la Docter, propongono validi apparecchi a quotazioni molto favorevoli.
In bocca al lupo per il figlio che segue le tracce del padre: pensi un po’ che conflitto sarebbe sorto in casa se si fosse trovato un erede anticaccia...
Un cordiale saluto
Emanuele Tabasso

legge sulla legittima difesa

Egregio signor Zanti,
Le scrivo proprio il giorno dopo che la Camera ha approvato la nuova legge sulla legittima difesa, cioè giovedì 4 maggio 2017. Sono perplesso sulle discrepanze che saltano agli occhi, sui “di notte” e gli “ovvero”, per dirne alcune, se ci si riferisce all’ultima versione di questa proposta di legge, poiché ce ne sono diverse, come ho appreso poi dalla stampa. Sono un cittadino armato da oltre venti anni e coltivo la passione del tiro in poligono da oltre quindici e non penso alle armi soltanto come mezzi di difesa, ma anche di divertimento. Vorrei capire come la pensano tutti su questo argomento e non soltanto quelli che amano le armi o che desiderano essere armati per non essere vittime di ladri e rapinatori. Come la pensa lei credo di saperlo avendo letto i suoi articoli e anche i suoi commenti nella posta dei lettori. La mia domanda è: riusciremo mai ad avere una legge che tuteli il cittadino onesto contro i delinquenti violenti?
La ringrazio della risposta che vorrà darmi e le invio cordiali saluti,
Francesco Migliore
(da e-mail inviata a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

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Mannlicher Schönauer

Sono ancora Carlo Borgioli a disturbarla: dopo la Mauser 66 Europa ho acquistato una Mannlicher Schönauer in calibro 6,5x68 modello americano e una in calibro 7x64 con attacchi originali e relativa ottica dell’epoca. Gradirei avere notizie su dove reperire documentazione relativa alle suddette armi, se conosce un armiere specializzato su questi fucili per far fare una revisione generale ed eventualmente sostituire le ottiche con altre moderne visto, che con le originali non vedo molto.
Come dice lei, sono armi costruite in un modo diverso e oggi irripetibile.
La ringrazio fin da ora. A presto,
Carlo Borgioli

Egregio signor Borgioli,
non posso che rallegrarmi dei due acquisti che, come direbbe il compianto Pietro Colombano, nobilitano una rastrelliera di alto lignaggio. In particolare trovo che i due calibri ritrovati siano fra i più rappresentativi del binomio Mannlicher e cartuccia europea: se trovasse poi una 8x68S completerebbe una terna magica. Per fare cinquina metterei ancora un 8x56 e un 9,5x57 Mannlicher Schönauer, i due calibri originali della Casa famosi nel periodo intorno alla Prima guerra mondiale. Poi, per la mezza dozzina, è d’obbligo il 6,5x54 Mannlicher Schönauer, che fece conoscere ai cacciatori di montagna nei primi del Novecento le corte e leggere carabine Mod. 1903 ideate e prodotte dalla Steyr austriaca.
Veniamo al presente: magari ci scappassero delle foto dei nuovi acquisti non sarebbe male. Leggo che il 6,5x68 è un modello americano e intuitivamente penso a un MC o MCA, magari sbagliando, mentre nulla mi esplicita sul 7x64. Resto con la curiosità di saperne di più.
Documentazione: se mi riesce raccolgo qualche mio articolo, anche di anni passati, in cui avevo trattato queste superbe carabine e gliene faccio invio. Fortuna juvante, potrei anche trovare le immagini e/o segnalarle le riviste su cui tali scritti erano apparsi.
Restauro: cade male perché sono nemico di tali pratiche. Le spiego il mio punto di vista: fra i diversi esemplari di questa marca parecchi anni addietro si era inserito un Modello NO, proprio in 6,5x68, vissuto in mano a un cacciatore di galli che, ogni tanto, si dedicava anche al camoscio, ma senza l’entusiasmo che coltivava verso i diavoli neri. Il fucile aveva sparato sì e no un paio di scatole di cartucce, ma in compenso aveva fatto conoscenza con tutte le pietre, i sassi e le rocce della Val Susa e della Val Chisone: il personaggio era di quelli che in montagna andavano proprio come i camosci e la cura per il fucile era focalizzata sul fatto che, al momento buono, sparasse bene. A fine carriera se n’era separato ed ero stato ben felice di recuperare modello e calibro che ancora mi mancavano. Sbruniture qua e là, segni sul legno erano certo visibili, ma non inficiavano l’essenza stupenda dell’opera armiera: seguendo di malavoglia le insistenze di mio figlio, lo diedi all’armiere di fiducia che a sua volta lo mise in mano a un personaggio di Gardone. Al rientro c’era qualche zona del manubrio otturatore brunita anziché tirata in bianco e il tutto aveva fatalmente cambiato faccia: non era più il vecchio combattente, ma un damerino che si credeva azzimato. S’era persa l’originalità e con essa il fascino. Ora è lì e ogni tanto lo riguardo: ricordo che nelle prove non ero arrivato a chiudere le rosate come avrei desiderato, poi altre faccende mi hanno sempre distolto dal riprenderlo a mano dedicandogli quel che merita, innanzitutto una seria ricarica del Maestro che, con questo calibro, ha un’affinità elettiva, e poi cacciando un camoscio.
Quanto alle ottiche sono davvero con lei: quelle d’epoca vanno magnificamente a caccia, ma in poligono per spremere rosate non sono più tanto adeguate, anzi meglio, non è più compatibile con loro il mio occhio e immagino anche il suo. Provi a sentire i Fratelli Contessa di Marcheno che propongono una linea apposita per rivitalizzare le glorie del passato, ma non certo passate. La invito in maniera accorata a non deturpare l’insieme fucile, attacchi e ottica anche perché gli attacchi originali Steyr sono una pietra miliare del settore. Dovrebbe riuscire a combinare il mantenimento del vecchio su cui aggiungere, all’occorrenza, il nuovo.
Questo è quanto: il vecchio cacciatore di montagna era familiarmente chiamato Cino e se svuotando un solaio o una cantina troverà una macchina per far la pasta a mano marcata Imperia sappia che era stata una sua idea e di produzione della sua azienda. Ora il personaggio caccia in zone dove non esistono i Comprensori Alpini, ma un’unica meravigliosa entità, libera e stupenda: un pensiero riverente è il minimo che gli si possa rivolgere.
A presto con ulteriori notizie da parte sua.
Con viva cordialità,
Emanuele Tabasso

La garanzia Docter by Adinolfi

Quotidianamente siamo alle prese con una serie infinita di Garanzie che immancabilmente accompagnano molti prodotti, dalle automobili agli elettrodomestici e addirittura alcuni capi di abbigliamento. Ci siamo tutti ritrovati a conservare scatole, pacchetti e scontrini per non perdere la garanzia del prodotto, ma vi è mai capitato di dovervi ricorrere davvero? A me sì, e devo dire che, nella quasi totalità dei casi, è stato un vero calvario. Per fortuna però ci sono delle eccezioni, come l’assistenza ai clienti che offre la Docter, la nota ditta costruttrice di prestigiose ottiche e di accessori con il suo importatore Adinolfi. Quando tanti anni fa acquistai il mio primo collimatore elettronico olografico Docter Sight Plus II, a cui ben presto fece seguito una lunga sfilza di Sight III, erroneamente credevo che, semmai avessi avuto bisogno di ricorrere alla garanzia offerta dalla Casa madre, l’assistenza sarebbe stata molto simile a quella che avevo ricevuto in passato da altre marche, anche piuttosto blasonate. Invece devo ammettere d’essere rimasto molto piacevolmente sorpreso sia dalla cortesia ricevuta, sia dalla velocità con la quale mi è stato addirittura sostituito uno dei miei Docter Sight Plus III che aveva manifestato dei problemi. Già da tempo ero arrivato alla conclusione che il Docter Sight Plus III sia uno dei migliori e più affidabili collimatori elettronici sul mercato per la caccia in battuta in ambiente boschivo, ma non credevo che, anche in caso di malfunzionamento, l’averlo scelto come compagno di caccia non me l’avrebbe fatto mai rimpiangere. È stata questa un’ulteriore conferma che il piccolo gioiellino tedesco ha soltanto pregi e, diciamolo pure, nessun difetto, visto che costa addirittura meno di quel che vale. Possiede delle caratteristiche sia ottiche sia meccaniche eccellenti, abbinate ad uno peso, un ingombro, uno stile e a una ergonomia veramente insuperabili. Ma quando si pratica la caccia con impegno e con assiduità, può capitare che accadano anche dei piccoli imprevisti, come ad esempio una brutta caduta, un urto involontario, dei mutamenti repentini delle condizioni atmosferiche e così via. Spesso la bontà dei prodotti sopperisce a parecchie cose, compresa la nostra incuria, ma a volte può accadere che il nostro prezioso accessorio possa danneggiarsi, anche seriamente. Durante una battuta di caccia al cinghiale mi sono accorto che il led rosso presentava dei problemi, accendendosi e spegnendosi apparentemente senza motivo, così ho deciso di spedirlo subito all’importatore Adinolfi per fargli fare un controllo. Dopo alcune settimane me lo sono visto ritornare completamente revisionato. Al mio messaggio di ringraziamento mi sono sentito rispondere: “Abbiamo seguito soltanto la procedura standard, quella che normalmente usiamo per tutti i nostri prodotti in garanzia”. Dato che azioni simili non sono mai scontate in un ambiente dove si promette molto ma si mantiene poco, mi sono sentito in dovere di scrivere queste poche righe per ringraziare le ditte Docter e Adinolfi e per elogiare, una volta tanto, un servizio assistenza che ben poche aziende riservano ai loro comunissimi clienti. Se occorreva un’ulteriore prova sulla bontà dei prodotti Docter Jena e sulla serietà della garanzia offerta, mi è stata ampiamente data.


Marco Benecchi

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