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Dai lettori

Ricarica del 6,5x68 nel MS

La ringrazio moltissimo della sua gentilezza nel rispondermi subito e in modo esauriente (v. A&B n. 65). Il Mannlicher Schönauer in calibro 7x64 è il modello GK, mentre quello in 6,5x68 è l'MC. Le armi sono in buone condizioni di brunitura, legni e aspetto generale; io cercavo un esperto per far vedere la parte meccanica se tutto è in ordine.
Gradirei sapere le ricariche del Maestro per poter provare al meglio dette carabine. Per le ottiche ha ragione lei: anche i miei occhi non sono più gli stessi...
Parla spesso della Sauer 80 carabina che mi interessa molto, ma fino ad ora non sono riuscito a trovare niente: se mi può aiutare.
Nuovamente grazie e un cordiale saluto,
Carlo Borgioli

Caro signor Borgioli,
quanto mi segnala inquadra già la faccenda per poter precisare come il Modello GK fosse quello di primo prezzo con legni di buona levatura, non certo da esposizione, e meccanica tutta brunita, otturatore compreso. I Modelli MC e MCA avevano legni più belli, solitamente di color arancio mogano, con l’appoggia guancia rilevato e/o lo stop Montecarlo. Disponevano inoltre dei filetti spaziatori bianchi tra calcio e calciolo, coccia e tra astina e puntale in omaggio all’imperante moda amerinda dell’epoca. L’affumicatura della faccia posteriore delle alette e poi un movimento di chiusura e apertura consentirà di verificarne l’appoggio nelle mortise. Ritengo che un armaiolo di vaglia abbia poco da faticare per dirle se i fucili siano usabili tranquillamente.
Per le ricariche segnalo le seguenti senza responsabilità nè garanzia e invitandola a salire per gradi partendo da valori almeno di 2 grani sotto a quelli indicati:
6,5x68 – (usate solitamente in Mauser 66, I° tipo, con canna da 65 cm)
Nosler Ballistic Tip 100 grani – MRP 72,0 grani – V2 1.120-1.132 piedi al secondo (fps);
Nosler Ballistic Tip 100 gr. – MRP 72,5 gr. – V2 1144 fps;
Nosler Ballistic Tip 100 gr. – MRP 73,0 gr. – V2 1140 fps;
RWS KS – 107 gr. – MRP 70,0 gr – V2 1061/1052/1056 fps;
Nosler Ballistic Tip 120 gr. – MRP 65,0 gr – V2 977 fps costanti.
Purtroppo al momento non dispongo della ricarica del 7x64, ma provvederò quanto prima.
Sauer 80: non saprei al momento dove indirizzarla, ma le pubblicazioni sull’usato sono usualmente prodighe di segnalazioni anche se questo specifico modello, non più fabbricato da molti anni, solitamente sta al coperto in qualche confortevole rastrelliera.
A presto con un cordiale saluto,
Emanuele Tabasso

Il perché del Free Bore

Durante una discussione fra amici è saltata fuori l'importanza del Free Bore nelle cartucce da carabina, soprattutto per quanto riguarda la precisione di tiro. Mi volete spiegare a che cosa serve esattamente e come si può fare per calcolarlo? Grazie.
E-mail firmata

Nella ricarica delle cartucce da carabina è di fondamentale importanza conoscere il valore del "Free Bore", espressione inglese che significa letteralmente "canna libera" e indica la distanza fra il proiettile montato su una munizione e l'inizio della rigatura della canna; si tratta dunque di una relazione che lega fra loro una certa cartuccia con una certa arma.
È importante conoscere il valore del Free Bore poiché determinante ai fini sia della precisione di tiro, sia del regime pressorio che caratterizza ogni connubio arma/cartuccia. Per quanto riguarda la prima, è importante osservare che la palla, quando inizia a muoversi sotto la spinta dei gas, deve percorrere "liberamente" (prima cioè di avere impegnato la rigatura) il tratto più breve possibile; diversamente, se la palla percorre, da quando si libera dal bossolo a quando entra nella rigatura, un tratto più o meno lungo senza l'adeguato supporto rischia di impegnare la rigatura in maniera non perfettamente coassiale alla canna. In parole povere, entra "un po' storta" ed è facile capire che la precisione va a farsi benedire.

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7 Rem. Mag

7 Rem. Magnum e la Francia


Gentile sig. Tabasso,
volevo sapere se è possibile avere, sempre con la sua rinomata gentilezza, professionalità e pazienza, un consiglio sull'acquisto di un punto rosso tipo Docter Sight da montare su una carabina R8 Blaser calibro 7 Rem. Magnum per mio figlio che farà la sua prima esperienza di caccia al cinghiale in Francia, visto che è riuscito a prendere il permesso in Francia anche se non ha ancora compiuto 17 anni. Ben venga in Francia ma il primo anno deve essere accompagnato da cacciatore più esperto e con più anni di licenza caccia, così tra i familiari ci siamo messi tutti assieme per comperare la carabina dei suoi sogni. Mi scuso per essermi lasciato andare... Un'ultima cosa: che ne pensa del calibro scelto da mio figlio? Si è fatto convincere perché i giovani transalpini scelgono proprio il 7 Rem. Magnum.
Con stima,
Carlo Trapani

Egregio Signor Trapani,
comincio dal fondo. Ottima la scelta del 7 Rem. Mag., cartuccia polivalente anche se non proprio il meglio sul cinghiale, ma per tiri lunghi a ungulati darà ottime soddisfazioni con le cariche appropriate: palle ad alto coefficiente balistico e medio peso (140 grani) per questi ultimi mentre per la bestia nera un po’ più di peso e capacità di penetrazione (Brenneke TUG, Hornady SST ad esempio) saranno scelte vantaggiose.
La Blaser è oramai entrata prepotentemente nelle scelte di molti cacciatori: dalla sua ha una notevole leggerezza, precisione eccellente, rapidità di riarmo, montaggio ottica efficiente ed efficace, possibilità di sostituzione canna/calibro, armamento della batteria separato dalla cameratura della cartuccia. Per un punto rosso vedrei fra le primarie aziende del settore: da Aimpoint ai cinesi ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le tasche e sovente marche rinomate, come la Docter, propongono validi apparecchi a quotazioni molto favorevoli.
In bocca al lupo per il figlio che segue le tracce del padre: pensi un po’ che conflitto sarebbe sorto in casa se si fosse trovato un erede anticaccia...
Un cordiale saluto
Emanuele Tabasso

legge sulla legittima difesa

Egregio signor Zanti,
Le scrivo proprio il giorno dopo che la Camera ha approvato la nuova legge sulla legittima difesa, cioè giovedì 4 maggio 2017. Sono perplesso sulle discrepanze che saltano agli occhi, sui “di notte” e gli “ovvero”, per dirne alcune, se ci si riferisce all’ultima versione di questa proposta di legge, poiché ce ne sono diverse, come ho appreso poi dalla stampa. Sono un cittadino armato da oltre venti anni e coltivo la passione del tiro in poligono da oltre quindici e non penso alle armi soltanto come mezzi di difesa, ma anche di divertimento. Vorrei capire come la pensano tutti su questo argomento e non soltanto quelli che amano le armi o che desiderano essere armati per non essere vittime di ladri e rapinatori. Come la pensa lei credo di saperlo avendo letto i suoi articoli e anche i suoi commenti nella posta dei lettori. La mia domanda è: riusciremo mai ad avere una legge che tuteli il cittadino onesto contro i delinquenti violenti?
La ringrazio della risposta che vorrà darmi e le invio cordiali saluti,
Francesco Migliore
(da e-mail inviata a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

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Mannlicher Schönauer

Sono ancora Carlo Borgioli a disturbarla: dopo la Mauser 66 Europa ho acquistato una Mannlicher Schönauer in calibro 6,5x68 modello americano e una in calibro 7x64 con attacchi originali e relativa ottica dell’epoca. Gradirei avere notizie su dove reperire documentazione relativa alle suddette armi, se conosce un armiere specializzato su questi fucili per far fare una revisione generale ed eventualmente sostituire le ottiche con altre moderne visto, che con le originali non vedo molto.
Come dice lei, sono armi costruite in un modo diverso e oggi irripetibile.
La ringrazio fin da ora. A presto,
Carlo Borgioli

Egregio signor Borgioli,
non posso che rallegrarmi dei due acquisti che, come direbbe il compianto Pietro Colombano, nobilitano una rastrelliera di alto lignaggio. In particolare trovo che i due calibri ritrovati siano fra i più rappresentativi del binomio Mannlicher e cartuccia europea: se trovasse poi una 8x68S completerebbe una terna magica. Per fare cinquina metterei ancora un 8x56 e un 9,5x57 Mannlicher Schönauer, i due calibri originali della Casa famosi nel periodo intorno alla Prima guerra mondiale. Poi, per la mezza dozzina, è d’obbligo il 6,5x54 Mannlicher Schönauer, che fece conoscere ai cacciatori di montagna nei primi del Novecento le corte e leggere carabine Mod. 1903 ideate e prodotte dalla Steyr austriaca.
Veniamo al presente: magari ci scappassero delle foto dei nuovi acquisti non sarebbe male. Leggo che il 6,5x68 è un modello americano e intuitivamente penso a un MC o MCA, magari sbagliando, mentre nulla mi esplicita sul 7x64. Resto con la curiosità di saperne di più.
Documentazione: se mi riesce raccolgo qualche mio articolo, anche di anni passati, in cui avevo trattato queste superbe carabine e gliene faccio invio. Fortuna juvante, potrei anche trovare le immagini e/o segnalarle le riviste su cui tali scritti erano apparsi.
Restauro: cade male perché sono nemico di tali pratiche. Le spiego il mio punto di vista: fra i diversi esemplari di questa marca parecchi anni addietro si era inserito un Modello NO, proprio in 6,5x68, vissuto in mano a un cacciatore di galli che, ogni tanto, si dedicava anche al camoscio, ma senza l’entusiasmo che coltivava verso i diavoli neri. Il fucile aveva sparato sì e no un paio di scatole di cartucce, ma in compenso aveva fatto conoscenza con tutte le pietre, i sassi e le rocce della Val Susa e della Val Chisone: il personaggio era di quelli che in montagna andavano proprio come i camosci e la cura per il fucile era focalizzata sul fatto che, al momento buono, sparasse bene. A fine carriera se n’era separato ed ero stato ben felice di recuperare modello e calibro che ancora mi mancavano. Sbruniture qua e là, segni sul legno erano certo visibili, ma non inficiavano l’essenza stupenda dell’opera armiera: seguendo di malavoglia le insistenze di mio figlio, lo diedi all’armiere di fiducia che a sua volta lo mise in mano a un personaggio di Gardone. Al rientro c’era qualche zona del manubrio otturatore brunita anziché tirata in bianco e il tutto aveva fatalmente cambiato faccia: non era più il vecchio combattente, ma un damerino che si credeva azzimato. S’era persa l’originalità e con essa il fascino. Ora è lì e ogni tanto lo riguardo: ricordo che nelle prove non ero arrivato a chiudere le rosate come avrei desiderato, poi altre faccende mi hanno sempre distolto dal riprenderlo a mano dedicandogli quel che merita, innanzitutto una seria ricarica del Maestro che, con questo calibro, ha un’affinità elettiva, e poi cacciando un camoscio.
Quanto alle ottiche sono davvero con lei: quelle d’epoca vanno magnificamente a caccia, ma in poligono per spremere rosate non sono più tanto adeguate, anzi meglio, non è più compatibile con loro il mio occhio e immagino anche il suo. Provi a sentire i Fratelli Contessa di Marcheno che propongono una linea apposita per rivitalizzare le glorie del passato, ma non certo passate. La invito in maniera accorata a non deturpare l’insieme fucile, attacchi e ottica anche perché gli attacchi originali Steyr sono una pietra miliare del settore. Dovrebbe riuscire a combinare il mantenimento del vecchio su cui aggiungere, all’occorrenza, il nuovo.
Questo è quanto: il vecchio cacciatore di montagna era familiarmente chiamato Cino e se svuotando un solaio o una cantina troverà una macchina per far la pasta a mano marcata Imperia sappia che era stata una sua idea e di produzione della sua azienda. Ora il personaggio caccia in zone dove non esistono i Comprensori Alpini, ma un’unica meravigliosa entità, libera e stupenda: un pensiero riverente è il minimo che gli si possa rivolgere.
A presto con ulteriori notizie da parte sua.
Con viva cordialità,
Emanuele Tabasso

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