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Storia

Errore, maledizione o omicidio?

Dopo oltre vent'anni, sono ancora aperte tutte le ipotesi sulla misteriosa fine dell'attore Brandon Lee che, come il padre, conobbe il successo dopo la morte

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

Era il 31 marzo 1993 e sul set del film IL CORVO c'era parecchio fermento. Le riprese, infatti, erano agli sgoccioli, ancora pochi giorni, meno di una settimana, e gli attori, tra cui Brandon Lee, il figlio del leggendario campione di arti marziali Bruce Lee, sarebbero stati liberi di andare in vacanza.
Il film racconta la vicenda di Eric Draven e della sua fidanzata Shelly Webster che, ormai prossimi alle nozze, vengono aggrediti da quattro banditi durante una notte chiamata "Notte del Diavolo". Eric viene fatto precipitare da una finestra e muore, mentre Shelly morirà in seguito alle terribili violenze subite.
Secondo una leggenda chi è morto molto, ma molto arrabbiato, può ricevere la visita di un corvo che lo riporta nel regno dei vivi così da potersi vendicare.

continua la lettura a pag. 94 N. 36/2015

Killing by Police

Ripercorriamo i fatti di sangue avvenuti la scorsa estate negli Stati Uniti che hanno riaperto dure questioni razziali che credevamo ormai sopite da tempo

di Tony Zanti
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Siamo a Ferguson, Missouri, USA. È una soleggiata estate dell’agosto 2014, un Agente di Polizia di questa città ha appena vuotato il caricatore della sua pistola d’ordinanza (una Sig Sauer modello P229 in calibro .40 S&W con caricatore da dodici colpi e cartucce Federal Jacketed Hollow Point). Il destinatario inteso di quei proiettili (la metà lo ha colpito al capo, torace, mani e braccia) giace a terra, morto. L’Agente, 28enne, è bianco; il morto, 18enne è nero. L’Agente sa benissimo che un mucchio di letame si abbatterà sulla sua persona. E infatti, così sarà!
Scrivo di questo episodio perché esso segna un’altra sfortunata, importante tappa che i media americani (“pappagallati” dal resto dei media occidentali) riportano in una montante campagna di disinformazione che non ha fatto altro che alimentare l’odio razziale in America.

continua la lettura a pag. 68 N.36/2015


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