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Balistica

7X64 e 7X65R BRENNEKE

Nata nel 1917 questa coppia di cartucce si è rapidamente imposta su tutto il mercato europeo per le caratteristiche di precisione, radenza e ottima capacità di spedire a distanza proiettili pesanti con eccellenti dati di lesività. Sidiceva che negli anni d'oro della caccia fossero caduti più cervi per questo calibro che per tutti gli altri messi insieme.

 

di Carlo Dellavalle ed Emanuele Tabasso

 

Leghiamo con un immaginario filo mentale l'attenzione di chi ci segue in questa disamina di cartucce note o meno note, prime della classe o, come si usa dire, di nicchia per riprendere il discorso aperto sui 7 mm, misura aurea per tanti impieghi, iniziato con la cartuccia di Remington, regina incontrastata del panorama attuale, per riannodarlo al diretto contraltare, la 7 mm signora delle foreste auropee della prima metà del XX secolo.........
Sono trascorsi 95 anni e, pur con qualche altalenante riscontro da parte di un mercato oramai soggetto anche alle mode, oltre che alla vlautazione puntuale dei valori reali espressi, la coppia di cartucce è sempre lì, pietra di paragone e immagine di razionale compostezza raffrontata con i calibri magnum, di nome o di fatto, sorti nel frattempo.

La cartuccia .270 WSM

La cartuccia .270 WSM

Non c’è dubbio che le motivazioni commerciali siano una componente di primaria importanza per lo studio e l’avvio in produzione di una nuova cartuccia tuttavia  alcune migliorie consentono di riflettere sull’evoluzione tecnica e l’impiego pratico

di Carlo Dellavalle e Emanuele Tabasso

Ci sono settori della tecnica dove l’evoluzione compie magari per una volta un salto straordinario e poi la vita del prodotto si dipana in piccole migliorie poco appariscenti, ma che sommate fanno la differenza. Le cartucce per fucili a canna rigata appartengono a questa genia di cose e il passaggio dalla polvere nera a quella infume ha rappresentato il balzo in avanti che ha stravolto l’impiego delle armi, la tattica e la strategia nel mondo militare, l’impiego venatorio e quello accademico del tiro a segno. I risultati raggiunti dalle cartucce militari di medio e piccolo calibro a cavallo tra Otto e Novecento si riverberavano su quelli delle consorelle sportive che, già a partire dal primo quarto del secolo, si davano molto da fare per raggiungere primati assai differenti da quelli ottenuti dalle sorelle in uniforme: ovvio che le valutazioni di tutti i parametri portassero a percorrere piste un po’ diverse e quando si iniziarono a battere i 1.000 m/sec di velocità alla bocca con proiettili tra i 6 e i 10 grammi si poté dire di aver compiuto l’opera. Precisione, tensione di traiettoria ed energia residua erano più che ragguardevoli e le cartucce gratificate del suffisso magnum erano in concorrenza con quelle che, pudicamente, di tale suffisso ne facevano a meno, realizzando ugualmente risultati strepitosi. La battaglia tecnica fra i tedeschi e gli angloamericani era in pieno svolgimento, solo il supporto commerciale e la diffusione erano assai diversi con gli epigoni dell’Europa continentale quasi sempre in testa alla genialità e gli altri nelle rese economiche. A fianco delle cartucce ipertrofiche faceva capolino quella micidiale intuizione chiamata 8x33 o 8 kurz che avrebbe dato l’incipit alle cartucce medie e poi corte degli anni a venire, sviluppate per il mercato civile indovinate un po’ da chi?
La palestra del tiro
Nei poligoni di Tiro a Segno sussistono due anime: quella ludica e quella agonistica e se la prima mantiene il pane economico delle Sezioni è l’altra che dà il sale. Con questo desideriamo mettere in luce come le competizioni siano il primo e più forte stimolo all’evoluzione: con una delle tante cartucce classiche otteniamo in campo venatorio quel che cerchiamo, ma la staticità non fa parte dell’Uomo e quindi il 10 o, meglio ancora, la mouche in più portano sul gradino più alto del podio. L’obiettivo poi di limare le frazioni di moa nella specialità del bench rest fa parte di questo mondo che sui panconi del tiro e nei locali di ricarica studia, affina, sperimenta cose nuove: le componenti di una cartuccia sono tante e i materiali, gli spessori in gioco, le volumetrie sono state analizzate a fondo dagli eredi dei Newton, dei Ross, degli Holland & Holland, degli Halbe & Gerlich, dei Vom Hofe, dei Weatherby e così si è fatta strada una nuova serie di cartucce, alcune hanno mantenuto il suffisso magnum, che suona sempre così bene, a cui si fa precedere quello di short che sta a indicare una forma quasi del tutto nuova per una serie di bossoli che ha movimentato il mercato negli ultimi decenni, altre ne fanno a meno. Vediamo come sono andate le cose con i naturali eredi degli sperimentatori del XX secolo. Ferris Pindell e Lou Palmisano giocano a manipolare un bossolo, derivato dal .220 Russian, che consenta precisione e costanza oltre ogni grado: e siccome nulla o quasi si prende sul serio come un simile gioco va a finire che i due sperimentatori approdano a qualcosa di molto interessante. Si chiamerà 6 PPC e si affermerà perentoriamente nei campi di tiro a 300 m e, più ancora, proprio nel bench rest dove si tenta di far un buco solo con cinque colpi e sovente ci si riesce.  

Cartucce Slug Brenneke Gold Magnum

 

La cartuccia Gold Magnum, dotata di uno speciale slug pesante da 39 grammi (600 grani),

è stata sviluppata specificamente per le canne raggiate. Grazie alle sue ampie scanalature

sinistrorse sfrutta al meglio la rigatura della canna, ottenendovi le migliori prestazioni. La

precisione è impressionante, raggiungendo rosate di 7cm (2.75 pollici) a 100m. La “Gold

Magnum” è ideale sia per le comuni situazioni di caccia, sia per quelle più impegnative ed

esigenti, su selvaggina grossa e pesante. Ricordiamo che deve impiegarsi in canne raggiate.

Di seguito la tabella tecnica:

Brenneke Gold Magnum 12/76 - 39 g / 600 grs - scatola 5 cartucce, ottica azzerata alla distanza ottimale di 90 m.

Distanza m         0           25           50          75        100

Velocità m/s 463         394         342         309       286

Energia J 4.180     3.020     2.279     1.857      1.590

Caduta cm -5,0        +1,6       +4,1       +1,5      -7,4

Per informazioni: www.paganini.it

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