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Balistica

Fiocchi Extrema Hunting, proudly made in the USA

Prodotte negli Stati Uniti, le cartucce Fiocchi della linea Extrema Hunting si sono rivelate precise e molto costanti. Queste munizioni montano proiettili di diverso tipo per soddisfare le esigenze dei tiratori come quelle dei cacciatori di ungulati; in più sono caratterizzate da un interessante rapporto tra qualità e prezzo, aspetto da non sottovalutare in questi tempi di crisi.

di Gaetano Alessandro Cipriani

La Fiocchi Munizioni spa con sede a Lecco è una delle più grandi aziende a livello mondiale attive nel settore del munizionamento per le armi di piccolo calibro. Il catalogo proposto è un elenco quasi infinito di tipologie di questo tipo di munizioni: oltre alla linea destinata alle forze armate nei calibri 9 Parabellum (cioè 9 NATO), .223 Remington (alias 5,56 NATO) e .308 Winchester (7,62 NATO), troviamo cartucce a percussione anulare per il tiro a segno e il plinking, cartucce da pistola in calibri attuali ma anche obsoleti (Fiocchi è l’unica grande azienda che continua a produrre per la gioia degli appassionati una linea di cartucce da pistola desuete), cartucce a pallini per la caccia e per il tiro e, ultime arrivate, le munizioni della linea carabina, inserite in catalogo in una cinquantina di tipi in diciotto calibri diversi.

Le cartucce da carabina della linea Extrema Hunting per compiti venatori non sono prodotte nello stabilimento italiano: alcuni calibri, come il .308 Winchester e il .30-06 Springfield, vengono prodotti negli Stati Uniti presso gli opifici della Fiocchi of America di Ozark nel Missouri, mentre altri calibri (soprattutto di origine europea come il 7x64, il 7x65R o 8x57 mm) escono dalla fabbrica impiantata nella Repubblica Ceca e montano proiettili di disegno più tradizionale tipo Soft Point, comunque adatti all’impiego venatorio.

Grazie alla disponibilità dell’azienda di Lecco abbiamo ricevuto una piccola fornitura di munizioni della linea Extrema Hunti ng proudly made in the USA, ovvero ‘orgogliosamente prodotte negli Stati Uniti ’, come è ben evidenziato sulla confezione. Con questa linea di munizioni Fiocchi intende lanciare un prodotto di alta gamma, così da competere con l’agguerrita concorrenza statunitense sul suo mercato nordamericano. A beneficiarne sono anche i cacciatori italiani, con una gamma particolarmente ampia tanto per i calibri offerti quanto per le tipologie di palla disponibili, che spaziano dal proiettile interamente blindato tipo FMJ per il tiro al bersaglio a quelli espansivi impiegabili per compiti venatori, caratterizzati da eccellente espansione ed efficace trasmissione sul bersaglio dell’energia terminale. I calibri prescelti per la nostra prima presa di contatto con questa gamma di munizioni sono stati il .308 Winchester, nella versione con palla Hornady SST Polymer Tip da 150 grani, e il .30-06 Springfi eld, nelle due varianti con palla Hornady SST Polymer Tip da 150 e 180 grani. Il .308 e il .30-06 sono calibri particolarmente diffusi nel nostro Paese, specie tra i cacciatori di cinghiale, che li utilizzano soprattutto in carabine semiautomati che: perciò abbiamo provato le munizioni usando questa particolare tipologia di arma, così amata in Italia.

L’omicidio di Jill Dando - Seconda parte

Cinque anni dopo la condanna all’ergastolo di Barry George, accusato dell’omicidio della giornalista televisiva Jill Dando, il caso fu riaperto dalla ostinazione di Raphael Rowe, un dinamico e coraggioso reporter. Il riesame della particella residuo dello sparo gli diede ragione: vediamola insieme.


di Marco Morin

Il microscopico corpuscolo che aveva mandato all’ergastolo Barry George mostrava una corretta forma sferica che, insieme all’aspetto superficiale non cristallino proprio di un fenomeno di rapida condensazione, è condizione necessaria ma non sufficiente per una diagnosi positiva: esistono infatti nel particolato atmosferico particelle di altra composizione che possono possedere forma sferica o sferoidale.
Quanto all’aspetto analitico, lo spettrogramma mostrava la presenza maggiore di alluminio e minore di bario, mentre il piombo era presente in traccia. Era dunque un corpuscolo che, pur potendo provenire da una cartuccia uguale a quella impiegata nel delitto, poteva però anche risultare da altri fenomeni combustivi e comunque, soprattutto per la presenza di alluminio in elevata concentrazione, non poteva essere classificato come un inconfutabile residuo dello sparo: in conclusione, esso poteva essere collegato al delitto ma con una probabilità estremamente bassa.

Il discorso coinvolse pertanto problemi legati alla statistica e al calcolo delle probabilità.
Dopo aver dimostrato che nelle miscele di innesco il contenuto di alluminio poteva variare fra il 4 e il 7% della massa totale e che, generalmente, i residui di sparo originati da cartucce Remington contengono antimonio e bario in concentrazioni superiori rispetto a quelle del piombo e dell’alluminio – per provare questa circostanza utilizzai dati inediti fornitimi tempo prima dai laboratori del Bundeskriminalamt di Wiesbaden – sottolineai che la formazione di una particella simile a quella rinvenuta nella tasca interna dell’indumento di Barry George era un evento possibile ma decisamente raro.

Che poi la detta particella, generatesi con lo sparo insieme a molte migliaia di altre diverse nella composizione, si fosse depositata solitaria nella tasca rappresentava sotto il profilo statistico un evento altamente improbabile,
se non impossibile: utilizzando il metodo di Bayes, oggi universalmente accettato in campo criminalistico, calcolai infatti una probabilità di 1 su almeno 10 milioni, ma suggerii comunque di far eseguire l’indagine statistica a Colin Aitken, docente di statistica forense presso l’università di Edimburgo e riconosciuto tra i più noti specialisti del settore.

L’omicidio di Jill Dando

Alle 11.32 del 26 aprile 1999 una giovane donna venne uccisa con un colpo di pistola alla testa sulla porta della sua casa di Gowan Avenue, Londra. Il corpo fu notato un quarto d’ora più tardi da una vicina di casa: la polizia venne avvertita telefonicamente verso le 11.47 e, da quel momento, ebbe inizio una delle più imponenti e costose operazioni investigative del secolo.

di Marco Morin

Prima parte

L’indagine era guidata dal Detective Chief Superintendent Hamish Campbell, Operational Command Unit (OCU) Commander di Scotland Yard e fu denominata Operation Oxborough. La designazione, che non trova una razionale spiegazione (Oxborough è un villaggio con meno di trecento abitanti nel Norfolk), era destinata a diventare celebre in tutto il Regno Unito: cinquanta uomini del corpo di polizia più famoso del mondo lavorarono ininterrottamente per circa un anno fra l’altro interrogando oltre 2.500 persone e controllando gli alibi di decine di individui sospettati.
Le ragioni di tanto poderoso impegno erano due, una di ordine generale e una di carattere particolare. La prima traeva origine dal fatto che nel Regno Unito gli omicidi commessi con armi da fuoco erano, e sono tuttora, alquanto rari: nel 2001 se ne contarono 23 (nel 2009 sono saliti a 39) mentre negli Stati Uniti sono stati 9.146 e in Italia circa 550.

La seconda dipendeva dalla circostanza che la vittima era Jill Dando, una notissima e bella giornalista televisiva della BBC, conduttrice, fra l’altro, del seguitissimo programma “Crimewatch”. La circostanza poi che fosse prossima alle nozze con il suo ginecologo, e che questo accadeva dopo una vita sentimentale alquanto movimentata, rese l’interesse del vastissimo pubblico ancora più intenso.

Dell’omicidio diedero notizia con grande rilevanza la stampa e le televisioni di tutto il mondo: in Italia, il CORRIERE DELLA SERA nell’edizione del 27 aprile titolò l’articolo “Uccisa Jill, volto d’oro della tv inglese” sottolineando che uno sconosciuto le ha sparato sotto casa, il Paese sconvolto dalla morte di una ragazza già amata come Lady Diana. Il pezzo proseguiva informando che poiché Jill Dando era celebre e bella, ‘un volto amato da tutti i sudditi’, l’emozione è contagiosa: il sito e-mail della BBC riceve un messaggio ogni due secondi. Perciò Londra sembra piegata da un cordoglio di massa, quasi un secondo ‘effetto Diana’. Jill Dando, 37 anni, era invero una donna affascinante, una ‘English Rose’ bionda e dal sorriso mite, come la principessa del Galles o Sophie Rhys-Jones, la promessa sposa del principe Edoardo. Ed era così famosa che il primo ministro Tony Blair ha immediatamente rilasciato da Downing Street una dichiarazione in cui si dice ‘profondamente scioccato’ per la morte d’una donna ‘assolutamente incantevole’ ed ‘enormemente ricca di talento’. La Dando, infatti, era un patrimonio di popolarità che la BBC spendeva in diversi programmi, dai telegiornali a “Crimewatch”, la serie (poi ripetuta in Italia con il titolo “Chi l’ha visto?”) che ha assicurato alla giustizia diversi criminali.

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