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Balistica

Da Lecco per la canna rigata

Due piccoli calibri molto differenti fra loro per progetto, età e destinazione vengono proposti dalla Fiocchi nella sua recente linea di cartucce per arma lunga rigata: decisamente buone le prestazioni rilevate nella .22-250 Remington e nella 6,5x55 SM

di Emanuele Tabasso e Carlo Dellavalle
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La nuova proposta Fiocchi vede l’azienda di Lecco impegnarsi nel difficile settore delle cartucce per fucili rigati in cui la concorrenza è davvero agguerrita e il pregresso data da lungo tempo. La fortissima esperienza del fabbricante italiano nel settore militare e le sue possibilità di realizzare il prodotto dove più risulti opportuno sono vantaggi non trascurabili e l’insieme delle prestazioni con le quotazioni di vendita si rivelano interessanti e foriere di successo.
Abbiamo l’opportunità di sperimentare due calibri assai differenti fra loro, ma che in comune possiedono una delle doti maggiormente apprezzate dai tiratori: la precisione intrinseca.
Senza arrivare agli scarti minimi in cui il paio di millimetri possono rovinare la festa si può quietamente affermare che sparare con un binomio arma cartuccia che stia sotto al MOA è rassicurante, ma se a caccia si vuole andare ancora più sul sicuro e poi divertirsi in poligono scendere al di sotto di tale entità è tanto di guadagnato.
Nella caccia il tiro a 100 metri in spazi aperti è oramai un sogno che si realizza casualmente e sempre con minore frequenza, quindi conviene ragionare in termini di millimetri rapportati alle distanze di ingaggio più normali che partono, se va bene, dai 200 metri per arrivare non diciamo dove perché le lunghissime distanze sono materia delicata, controversa e foriera di inquietudine.
Sul valore del minuto d’angolo si sono spese tante parole, belle, interessanti, ponderose ma a caccia se ne saltano i tre quarti in quanto è sufficiente, semplice e pratico adottare i 28 millimetri a 100 con il rapporto intercorrente ai 200 e a i 300 metri: qui si inizia a ragionare di entità non grosse, ma nemmeno troppo piccole perché i 56 e gli 84 millimetri non sono più misure trascurabili su un ungulato, specie se si tratti di un capriolo o di un binello di camoscio.

continua la lettura a pag. 82 N. 24/2014

Rame speciale per le Hasler

La ditta Hasler Competition & Hunting Bullets nacque alcuni anni fa da una idea di Giuseppe De Pasquale e di un gruppo di amici che volevano produrre un proiettile monolitico di lega di rame dalle caratteristiche superiori a quelle reperibili all’epoca in commercio

di Gianluca Bordin
www.bordingl.com

Giuseppe De Pasquale, pluricampione italiano, trasfuse in quella realizzazione la propria esperienza maturata sul campo dopo anni di prove ed esperimenti balistici, coinvolgendo nel progetto tre compagni di avventura.
La produzione della serie di proiettili da competizione e da caccia, oltre all’esperienza balistica, necessitava anche di ricerche, consulenze, sperimentazioni, conoscenze di metallurgia, disponibilità di attrezzature e speciali macchine utensili a CNC, macchinisti esperti e soprattutto una accurata selezione di materie prime di alta qualità: ecco dunque che con la collaborazione di aziende e personale specializzato, fra cui un laboratorio di analisi dei metalli, ingegneri progettisti di viti per implantologia dentale, una ditta svizzera fabbricante di protesi chirurgiche, esperti di Super Lappatura, e la DOA Hydraulic Tools srl di Novedrate, fu possibile completare un progetto tecnologicamente molto avanzato.
Nacque così la palla Hasler, un proiettile sottocalibrato provvisto di anelli radiali a sezione semicircolare che, sfruttando il sistema usato nei proietti dei cannoni di grosso calibro, minimizza la superficie di contatto tra il corpo di forzamento e l’anima della canna rigata.
Passando all’aspetto sportivo dell’impresa dei nostri, oltre ai numerosi successi è giusto evidenziare che con la palla da 154 grani è stato vinto il campionato di tiro di precisione a 300 metri per il secondo anno di fila, mentre quella calibro 7 da 160 grani è in testa al campionato F Class categoria Open a 600 yarde.

continua la lettura. a pag. 93 N. 23/2013

Gare di velocità con la Penna

Trattiamo la ricarica del 7 Penna, una delle più veloci e interessanti cartucce per arma corta recentemente comparse sul mercato: analizziamo anche i componenti e le combinazioni più adatte all’allestimento di questa valida e avveniristica munizione

di Gianluca Bordin
www.bordingl.com


La cartuccia 7 Penna, nota anche come 7x23 Penna, nacque ufficialmente nel 2003 in conseguenza della sua catalogazione come munizione a norme CIP: in realtà esisteva già da tempo come cartuccia sperimentale nata in seguito agli studi ed esperimenti condotti negli anni Novanta dal suo progettista, l’ingegner Leonardo Penna, che cercava una munizione compatta e veloce che offrisse prestazioni pari al 9 Parabellum in termini di energia cinetica e potere perforante, e allo stesso tempo una gittata più contenuta.
Essa fu appositamente studiata per colmare il vuoto che esisteva tra le classiche cartucce per pistola e quelle per fucile, e nelle intenzioni del suo ideatore doveva essere di piccolo calibro, veloce e con bossolo cilindrico per essere utilizzata tanto in pistola quanto in carabina; furono quindi fatte prove con molti allestimenti e con diverse armi aventi lunghezze di canna differenti.
Inizialmente furono adattate armi già esistenti previa sostituzione della canna, successivamente QS Meccanica costruì la P7000, un’arma dedicata dotata di chiusura meta-inerziale o più semplicemente a massa ritardata, e fu un successo.
L’arma venne presentata alla fine del 2003. Contemporaneamente fu allestito il prototipo di un fucile d’assalto che è stato valutato da forze armate italiane ed estere, e perfino da reparti speciali come gli Spetsnaz russi. La perfezione fu poi raggiunta nel 2009 con la catalogazione delle pistole modello 120 FS, 102 KP e 94 CC e con l’introduzione della 2011 TEX con fusto STI, arma dedicata al tiro dinamico nata da una collaborazione con la nota Casa americana.

La cartuccia
Oggi esistono solo due caricamenti commerciali della QS Penna: uno con palla di lega rivestita elettroliticamente con uno strato, ad alto spessore, di ottone; l’altro del tipo UHS con palla di alluminio anodizzato.
Per questo motivo se si vuol disporre di munizionamento 7 Penna diversificato e in quantità la ricarica risulta essere una scelta obbligata. Tuttavia i maggiori fabbricanti hanno già preso in considerazione questo calibro: sia RWS sia Fiocchi dovrebbero proporre a breve almeno un caricamento in 7 Penna, mentre Hornady sta studiando una palla blindata espressamente dedicata.

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