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Balistica

Una cartuccia versatile

La nuova Fiocchi Silent in calibro 36, per quanto volutamente poco potente, ha un impiego che spazia dalla piccola caccia all'addestramento dei cani, fino alla difesa contro certe insidie

di Massimo Castiglione
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La ditta Fiocchi di Lecco ha aggiunto alla sua foltissima gamma di cartucce caricate a pallini una nuova munizione per uso specialistico. Si tratta di un calibro 36 a bassa rumorosità adatto per la caccia da appostamento fisso ai piccoli migratori; inoltre, grazie al basso livello sonoro, questa cartuccia è anche ideale per l'addestramento dei cani alla caccia alle quaglie, perché riduce l’impatto negativo del rumore generato dal colpo di fucile, specialmente sui cani più giovani che iniziano questo tipo di addestramento. Il prodotto è stato messo a punto in collaborazione con Piter 1 e, secondo il costruttore, vanta ottime caratteristiche di balistica terminale fino a circa 20 metri grazie alla carica di 18 grammi di piombo (disponibile nei numeri 9, 10 e 11) che viene spinta a una velocità iniziale di 250 m/sec (rilevata con canna manometrica rispondente alle Norme CIP).

continua la lettura a pag. 56 N. 33/2014

Un po' di profiling

La narrativa crime si è evoluta: le descrizioni sono scese nei particolari con risultati talvolta sorprendenti. Gli autori, sempre più spesso, scrivono pagine di ringraziamenti a esperti di varie discipline, non ultimi i periti balistici. E la cosa non stupisce: scrivere di armi non è cosa semplice

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

Quando ci piace particolarmente un libro, significa che è scritto bene. Non è bello o brutto. Come diceva Oscar Wilde, non esistono libri belli o libri brutti. Esistono invece libri scritti bene o scritti male. Un libro scritto bene di solito ha personaggi solidi. La trama conta poco. Lui, lei e l'altra (o l'altro) sono un evergreen: bisogna però saper dosare il tutto. Stessa cosa dicasi per un furto di diamanti, un omicidio che si vorrebbe perfetto e via di questo passo. Se la storia è scritta bene ci catturerà. Diversamente avremo solo voglia di buttare il libro nel camino (o in mancanza del fuoco a portata di mano lo useremo per pareggiare un qualche dislivello in casa).

continua la lettura a pag. 98 N. 30/2014

Da Lecco per la canna rigata

Due piccoli calibri molto differenti fra loro per progetto, età e destinazione vengono proposti dalla Fiocchi nella sua recente linea di cartucce per arma lunga rigata: decisamente buone le prestazioni rilevate nella .22-250 Remington e nella 6,5x55 SM

di Emanuele Tabasso e Carlo Dellavalle
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La nuova proposta Fiocchi vede l’azienda di Lecco impegnarsi nel difficile settore delle cartucce per fucili rigati in cui la concorrenza è davvero agguerrita e il pregresso data da lungo tempo. La fortissima esperienza del fabbricante italiano nel settore militare e le sue possibilità di realizzare il prodotto dove più risulti opportuno sono vantaggi non trascurabili e l’insieme delle prestazioni con le quotazioni di vendita si rivelano interessanti e foriere di successo.
Abbiamo l’opportunità di sperimentare due calibri assai differenti fra loro, ma che in comune possiedono una delle doti maggiormente apprezzate dai tiratori: la precisione intrinseca.
Senza arrivare agli scarti minimi in cui il paio di millimetri possono rovinare la festa si può quietamente affermare che sparare con un binomio arma cartuccia che stia sotto al MOA è rassicurante, ma se a caccia si vuole andare ancora più sul sicuro e poi divertirsi in poligono scendere al di sotto di tale entità è tanto di guadagnato.
Nella caccia il tiro a 100 metri in spazi aperti è oramai un sogno che si realizza casualmente e sempre con minore frequenza, quindi conviene ragionare in termini di millimetri rapportati alle distanze di ingaggio più normali che partono, se va bene, dai 200 metri per arrivare non diciamo dove perché le lunghissime distanze sono materia delicata, controversa e foriera di inquietudine.
Sul valore del minuto d’angolo si sono spese tante parole, belle, interessanti, ponderose ma a caccia se ne saltano i tre quarti in quanto è sufficiente, semplice e pratico adottare i 28 millimetri a 100 con il rapporto intercorrente ai 200 e a i 300 metri: qui si inizia a ragionare di entità non grosse, ma nemmeno troppo piccole perché i 56 e gli 84 millimetri non sono più misure trascurabili su un ungulato, specie se si tratti di un capriolo o di un binello di camoscio.

continua la lettura a pag. 82 N. 24/2014

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