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Balistica

Meglio interno o esterno?

Per un secolo l'estrattore interno è stato un trade mark della 1911, poi qualcuno ha pensato di sostituirlo con quello esterno. Con risultati non sempre buoni, come raccontiamo in queste pagine

di Paolo Tagini
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Una fra le caratteristiche che contraddistinguono la pistola modello 1911 è l'estrattore di tipo interno che lavora sfruttando l'elasticità del suo stesso gambo: una tipica idea di John M. Browning – non a caso questo tipo di estrattore era presente anche nelle prime versioni della High Power – che presenta alcuni vantaggi. Intanto, i normali estrattori esterni di tipo a gancio richiedono una molletta elicoidale per il loro funzionamento, non presente in quello della 1911 che inoltre, essendo completamente interno al carrello, viene protetto da quest'ultimo. Infine, è possibile controllare e regolare facilmente la tensione di questo estrattore e, nel caso non sia più utilizzabile per snervamento, la sua sostituzione è agevole (è un ricambio reperibile praticamente ovunque) ed economica.

continua la lettura a pag. 74 N. 42/2015

Andata e ritorno?

L'adozione generalizzata del calibro 5,56 Nato non è mai stata del tutto scevra da perplessità e riserve e oggi si assiste, con la determinazione da parte del ministero della Difesa di acquistare 800 esemplari dell'ancora misterioso Beretta ARX 200, a un inatteso ritorno del 7,62 Nato

di Riccardo Catalano
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Dopo la Seconda guerra mondiale, gli eserciti capirono che al fante medio, poco addestrato, non serviva un ingombrante fucile efficace fino a 1.000 metri, soprattutto da quando gli scontri dinamici della guerra moderna prevedevano l’uso del trasporto meccanizzato e il frequente combattimento urbano. I tedeschi in verità ci erano già arrivati verso la fine della guerra distribuendo alle truppe lo Sturmgewehr 44, ossia il primo fucile d’assalto della storia: corto come una Maschine Pistole (pistola mitragliatrice in calibro 9), con caricatore ad alta capacità e utilizzante una cartuccia intermedia, l'8x33 detta anche 8 mm Kurz. La munizione standard della fanteria tedesca fino a quel momento era stata la 8 mm Mauser (8x57 JS), calibro a piena potenza analogo al .30-'06 americano, al 7,62x54R sovietico, al .303 British eccetera, che era impiegato nei fucili bolt action.

continua la lettura a pag. 68 N. 41/2015

La Bicombi… si fa in 5

Con questa nuova macchina orlatrice a cinque stazioni la chiusura del bossolo viene praticata per successive lavorazioni, esattamente come avviene nelle macchine industriali

Testo e foto di Gianluca Bordin
www.bordingl.com

Ricaricando le cartucce, una volta preparati i bossoli, pesata ed introdotta la polvere da sparo, la borra e i pallini in piombo, bisogna effettuare la chiusura stellare o tonda. Per la stellare normalmente, si effettua l’incisione delle pliche con un incisore, per poi passare il bossolo con l’apposita bobina che effettua sia l’abbassamento delle pliche sia l’orlatura tonda di bloccaggio della chiusura. Si sa, i tempi evolvono e per fortuna anche le tecnologie! La ditta Cortini & Pezzotti ha messo a punto la nuova macchina orlatrice Bicombi a cinque pistoni, o meglio a cinque stazioni. La chiusura del bossolo viene quindi praticata per successive lavorazioni effettuando piccole operazioni una ad una come avviene esattamente nelle macchine industriali.

continua la lettura a pag. 62 N.41/2015

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