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Armi Lunghe

Una nuova sicura in più

Il nobile cartiglio ha abbandonato la storica sede di Oberndorf mantenendo tuttavia la ricerca del meglio nelle carabine da caccia e così questo modello presentato all’IWA di Norimberga adotta una sicura aggiornata secondo le ultime esigenze

di Emanuele Tabasso
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Dalla prima presentazione del 2013, sempre sul palcoscenico dell’IWA oramai diventata la più importante e completa fiera delle armi sportive, la carabina Mauser M12 continua a rivelarsi un progetto eccellente nel rapporto qualità, finezza, rendimento e costo mantenendo quello stile costruttivo che nell’innovazione conserva le basi classiche così care a un numero sempre elevato di appassionati. Si tratta di un fucile a canna rigata venduto a un prezzo molto contenuto, il primo approccio aziendale al mercato, se si esaminano le prerogative di cui è depositario: in sostanza molte delle ricercatezze appannaggio del segmento premium sono qui adottate e il paragone con il modello di vertice, il ben noto M03, è lì per confermarlo.

continua la lettura a pag. 42 N. 58/2016

Unione di piattaforme

Grazie alla collaborazione tra la Tactical73 di Venaria (TO) e il campo di tiro Alpi Liguri Shooter Club di Triora (IM), abbiamo avuto la possibilità di provare a fondo la nuova TAC9, una carabina su base AR15 camerata in 9x21 che utilizza i comuni caricatori per la Glock 17

di Paolo Princi
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Ci siamo occupati in passato di carabine AR camerate in calibro da pistola, apprezzandone i molteplici pregi. Ricordiamo che una carabina del genere offre innumerevoli possibilità quali: economia di esercizio, facilità nel reperimento delle munizioni, uniformità di calibro con le armi corte che già si possiedono (rendendo più facile e comoda l’eventuale ricarica), possibilità di sparare anche in quei campi di tiro e in quelle sezioni di TSN che solitamente vedono male l’utilizzo di carabine in .223.

continua la lettura a pag. 30 N. 58/2016

L'entry level di Winchester

Sono arrivati nelle armerie i primi esemplari della nuova carabina Winchester costruita con i più recenti ritrovati tecnici per unire funzionalità, precisione e un prezzo al pubblico davvero straordinario

di Emanuele Tabasso
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La discesa in campo con una carabina a prezzo straordinariamente competitivo è oramai diventato un imperativo per le Case statunitensi e così anche la Winchester, storico marchio del gruppo industriale con Browning e Miroku, ha dato il via alla produzione tecnologica del modello XPR che abbiamo potuto fotografare presso l’armeria Bonardo di Bra (CN) che ringraziamo per la solita squisita cortesia. L’approccio verso una carabina che, prima di ogni altra cosa, sfodera il cartellino con la quotazione intorno ai 540,00 euro va commisurato su tale moneta e diciamo francamente che la faccenda ci stupisce e ci dà da pensare parecchio.

continua la lettura a pag. 60 N. 57/2016

Mito d’acciaio

Dopo aver esaminato qualche mese fa il “Ragazzo Giallo”, ovvero il modello 1866, parliamo questa volta del suo ancor più famoso e leggendario successore nella famiglia dei fucili a leva Winchester, il modello 1873: sempre, naturalmente, nella splendida riproposizione di Uberti

di Francesco Battista
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Con lo Yellow Boy la Winchester aveva ottenuto notevoli soddisfazioni sotto il profilo commerciale, sia sul mercato civile interno sia grazie ad alcune commesse militari estere, magari non troppo significative quantitativamente ma assai prestigiose, pervenute da Messico, Francia, Turchia, Cile e Perù: grande eco internazionale ebbe l’impiego delle carabine modello 1866 da parte della cavalleria ottomana alla battaglia di Plevna nel 1877, durante la guerra Russo-Turca, che permise di respingere gli attacchi delle truppe zariste.

continua la lettura a pag. 42 N. 57/2016

Modern Cowboy

La ditta brasiliana E.R. Amantino propone la classica doppietta Coach Gun calibro 12, adatta per il tiro Western, dalla quale è stata derivata la versione Double Defence, concepita invece per la protezione domestica. Entrambe vantano un prezzo molto favorevole e sono distribuite dalla Uberti

di Massimo Castiglione
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Nel 1921 un certo João Boito, italiano emigrato in Brasile che si era stabilito nella città di Alfredo Chaves (oggi nota come Veranópolis, nello Stato di Rio Grande del Sud) decise di costruirsi per il proprio piacere personale un fucile da caccia: nacque così, forse un po’ per caso, l’idea di produrre armi anche se in modo artigianale. Nel 1955 Elias Ruas Amantino divenne socio della famiglia Boito e il 22 giugno di quell’anno iniziò la produzione in serie dei fucili. Diventata un’industria a pieno titolo, la voglia di crescita fece il resto: nel 1962 la E.R. Amantino & Cia costruì la prima doppietta, dieci anni dopo il primo sovrapposto.

continua la lettura a pag. 78 N. 56/2016

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