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Armi Lunghe

L'incontro fra passione e tecnologia

Poco più di un anno fa nasceva la Victrix Armaments, new entry nel settore del tiro alla lunga distanza le cui carabine si sono fatte conoscere grazie alla loro grande qualità

di Paolo Tagini
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Quattro anni fa, dopo i giochi olimpici di Londra del 2012, ci capitò di scrivere questa considerazione: “delle 28 medaglie conquistate dall'Italia a queste Olimpiadi, la maggior parte di esse proviene da sport in cui si usano le armi (tiro a segno, tiro a volo, tiro con l'arco, scherma) o in cui si praticano arti marziali: senza questi sport il bottino sarebbe stato ben misero, alla faccia di quell'Italia buonista e pallonara che s'indigna quando sente parlare di armi”. Che nel nostro paese si producano armi di assoluta qualità, che tutto il mondo ci invidia e usa, è risaputo ma sembra quasi un bestemmia poterlo dire a gran voce; oltre tutto parliamo di armi prodotte sotto la luce del sole, destinate ad acquirenti che prima di ogni altra cosa devono dimostrare la loro specchiata onestà, concepite per fare dello sport.

continua la lettura a pag. 74 N. 53/2016

Precisione internazionale

Dopo la fortunata serie AW (Artic Warfare), che ha contribuito in modo determinante a costruire la solida fama della Accuracy International, la Casa inglese ha introdotto la nuova famiglia AX di fucili da sniper, di cui presentiamo il modello AXMC calibro .338 Lapua Magnum

di Paolo Tagini
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La ditta inglese Accuracy International nacque nel 1978 sotto l’insegna della specializzazione. Fin dall’inizio infatti si è dedicata esclusivamente alla produzione di fucili per il tiro di precisione con canna ad anima rigata, destinati prevalentemente all’uso di polizia e militare. L'iniziale nucleo progettuale dell’Accuracy International era costituito dal gruppo di lavoro capitanato dal famoso tiratore Malcom Cooper, il cui palmares è a dir poco impressionante: due volte campione olimpico e otto volte campione del mondo, di cui sei volte nel tiro a 300 metri, dove ha stabilito undici record mondiali.

continua la lettura a pag. 51 N. 53/2016

Caccia in movimento

Porsi all'avanguardia tecnologica implica che anche un buon fucile come il Beccaccia 12 possa essere “pre-pensionato” da un nuovo modello più prestante, vale a dire il nuovo Benelli Beccaccia Supreme calibro 12

di Massimo Castiglione
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È noto che la beccaccia è fra le prede più impegnative: questo piccolo volatile vive per lo più in ambienti ostili al cacciatore e il suo volo veloce e zigzagante è caratterizzato da traiettorie imprevedibili che lo portano ad apparire e scomparire nel folto con estrema rapidità. Per questa preda tanto ambita occorrono riflessi pronti, buona mira e grande padronanza del fucile, che deve garantire ampie rosate, folte e ben guarnite, ma non basta. Il fucile ideale da beccaccia deve anche essere svelto alla spalla, leggero, maneggevole, di brandeggio fulmineo e senza tendenza a sbandierare quando si segue il bersaglio.

continua la lettura a pag. 46 N. 53/2016

La cura del dettaglio

Possedere un'arma costruita alla perfezione e progettata con idee valide e innovative è senz'altro motivo di orgoglio: a questo non facile obiettivo ha lavorato la Strasser e la carabina RS 14 è stato il risultato

di Paolo Tagini
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All'inizio di questo millennio Herbert Strasser, proprietario della ditta HMS di Salisburgo che produce sistemi e parti meccaniche di precisione (fra l'altro ha realizzato anche alcuni componenti del missile francese Ariane), iniziò a progettare una nuova carabina da caccia. Le sue caratteristiche, oltre alla perfetta esecuzione meccanica, dovevano prevedere una maggiore velocità nella ripetizione del tiro, la possibilità di avere canne intercambiabili in calibri diversi, uno smontaggio facile e rapido senza particolari conoscenze e attrezzi.

continua la lettura a pag. 32 N. 53/2016

Anche per il tiro

Nel 1993 la Blaser di Isny lanciò sul mercato una carabina straight pull multicalibro veramente innovativa pensata soprattutto per la caccia, ma vista la bontà del progetto ne derivò pure una versione per il tiro di precisione tattico/sportivo

di Carlo Cattaneo Della Volta
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L’aspetto più interessante delle carabine Blaser è senz'altro il tipo di chiusura: infatti nel 90% dei casi le armi con chiusura “tipo Mauser”, quelle con movimento dell’otturatore rettilineo (straight pull), ma anche molti semiautomatici hanno un otturatore, con due o più tenoni, che in chiusura ruota di alcuni gradi inserendo i tenoni in appositi recessi fresati nella culatta. Al contrario, nel Blaser R93 (e nel successivo R8) la testa dell’otturatore è avvolta da 14 alette radiali che in chiusura si aprono entro un anello fresato nella culatta della canna, attuando una chiusura a 360°.

continua la lettura a pag. 58 N.52/2016

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