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Armi Lunghe

Un sovrapposto unico

Dopo la versione Silver, la Benelli propone l'828 U nella livrea Black: questione di gusti ma non di contenuti, perché questo fucile conserva tutte le sue esclusive peculiarità

di Massimo Castiglione
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Nel 2015 la Benelli ha presentato, certamente un po' a sorpresa, un fucile sovrapposto: un fatto chiaramente fuori degli schemi perché sino ad allora la Casa urbinate era stata praticamente sinonimo di fucile semiautomatico a funzionamento inerziale. Quando la Benelli ha deciso di avvicinarsi al sovrapposto ha prima studiato le migliori soluzioni esistenti, quindi è partita da un foglio bianco e da un imponente piano di ricerca e sviluppo che le consentisse di battere strade inesplorate alla luce delle profonde conoscenze aziendali e della “filosofia Benelli”, che ha sempre anteposto l'innovazione rispetto all'ortodossia progettuale.

continua la lettura a pag. 90 N. 55/2016

ICONA CLASSICA

La carabina bolt action Thompson/Center Icon è un concentrato di soluzioni tecniche molto avanzate racchiuso in un’arma dall’aspetto elegante e tradizionale. La prova nella versione in calibro .308 Winchester ha fornito prestazioni notevoli

di Massimo Castiglione
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La ditta americana Thompson/Center è ricordata soprattutto per la pistola monocolpo Contender, una strana arma corta da caccia che, grazie alle canne intercambiabili disponibili in un’infinità di calibri, è diventata molto popolare negli Stati Uniti. Nel 2007 questa stimata ditta, che nacque verso la metà degli anni ’60 del secolo scorso, è diventata di proprietà della Smith & Wesson; tale acquisizione ha sicuramente giovato alla Thompson/Center che da allora ha moltiplicato il numero dei suoi prodotti. Uno di essi è la carabina bolt action Icon, presentata proprio nel 2007, che è stata frutto di un progetto del tutto nuovo nel senso che non riprende alcun vecchio modello; si può dire, dopo averla esaminata, che sintetizza le caratteristiche tecniche più moderne e attuali con una linea molto classica ed elegante.

continua la lettura a pag. 72 N. 55/2016

Capostipite di successo

Torniamo a riesaminare la carabina Blaser nel tradizionale modello R93 con l’altrettanto classica cameratura nella cartuccia media statunitense insieme all’ottica di vertice che Leica ha da poco immesso sul mercato per coprire il settore del tiro a lunga distanza

di Emanuele Tabasso
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Grazie a Matteo Martinoglio, agente Leica per il Piemonte, abbiamo avuto agio di riprovare una Blaser R93, la carabina che ha davvero spianato la strada al successo per la Casa di Isny, dove la costanza delle prestazioni, la precisione e la meccanica peculiare hanno catturato l’attenzione e i favori di molti cacciatori, specie di montagna dove la leggerezza, altro fattore intrinseco di questo fucile, gioca un ruolo non secondario. Ci ha ospitati prima il poligono di Pian Neirèt, sopra a Coazze nella Val Sangone (TO), poi quello di Carrù (CN) così da svolgere le prove di tiro in tutta tranquillità e poi le serie fotografiche non meno importanti per completare il servizio.

continua la lettura a pag. 64 N. 55/2016

Il garbo e la misura

Il compito del calibro 24 è stato di camerare leggere ed eleganti doppiette per le signore cacciatrici e per l’iniziazione venatoria dei ragazzi, mentre dai cacciatori esperti e raffinati era scelto per una specifica caccia: la quaglia con il cane da ferma

di Emanuele Tabasso
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Nell’impiego dei calibri per anima liscia si è assistito nel recente passato a una tambureggiante rivitalizzazione commerciale che poggiava le basi sull’idea di vendere fucili che il cacciatore medio ancora non aveva in rastrelliera, grazie alla rivisitazione balistica di cariche codificate ancora dai maestri inglesi fra Otto e Novecento. Si sa che i padri degli attuali secessionisti dall’Europa avevano concezioni di balistica consolidate su diversi parametri dove la prestazione ultima, la capacità lesiva, era affiancata e supportata da diversi altri fra cui non da ultimo le sensazioni suscitate nel tiratore e la possibilità di sparare molti colpi senza che ciò diventasse un esercizio sgradevole.

continua la lettura a pag. 50 N. 55/2016

Kipplauf in chiave moderna

La ditta spagnola Bergara ha iniziato la propria attività con la produzione di canne rigate; oggi ha in catalogo anche numerose carabine, fra le quali abbiamo scelto questo interessante modello

di Massimo Castiglione
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La storia della ditta spagnola Bergara è relativamente recente e iniziò con la produzione di canne ad anima rigata: una scelta certo impegnativa che, affrontata nel modo giusto, può portare a risultati importanti, cosa che è avvenuta. Il puntare sulla qualità è stato il fattore che ha fatto la differenza perché ha permesso di far conoscere e apprezzare questo nuovo marchio, soprattutto negli Stati Uniti. Il passaggio successivo è stata la nascita delle prime carabine Bergara, che oggi sono diventate una vera e propria famiglia di modelli perlopiù del tipo bolt action e monocolpo a canna basculante.

continua la lettura a pag. 34 N. 55/2016

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