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Armi Lunghe

Fucile giramondo

La carabina cinese Tipo 53 è una delle varianti più interessanti del Modello 44 russo, anche se non le è mai stata attribuita un'importanza particolare da parte dei collezionisti di Mosin Nagant. Ha avuto una vita operativa molto lunga e intensa che l'ha portata ai quattro angoli del globo

di Paolo Tagini
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La ragione più probabile dello scarso interesse per il Tipo 53 è l'opinione, non suffragata dai fatti, che sia di qualità inferiore rispetto ai “confratelli” russi o di altri stati in cui sono stati prodotti. Al contrario, la sua qualità costruttiva è piuttosto elevata e, fatto da non trascurare, il Tipo 53 cinese ebbe un ruolo storico decisamente più importante rispetto al Modello 1944 sovietico.

continua la lettura a pag. 66 N. 61/2017

Dalla Cina con furore

Titolo pressoché d’obbligo, utilizzato peraltro con il massimo rispetto per il compianto Bruce Lee, visto che stiamo per illustrare ai nostri lettori le gesta e la tecnica di un potente quanto compatto fucile a canna liscia prodotto dalla oramai ben nota SDM e discendente dal leggendario AK-47

di Francesco Battista
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Come in tantissimi altri settori di mercato, anche in quello delle armi leggere i prodotti cinesi sono oramai una presenza importante in tutto il mondo, Italia compresa. La maggior parte dei modelli provenienti da quello che un tempo era noto come il Celeste Impero è di derivazione marziale, una scelta logica in considerazione dell’enorme quantità di armi – soprattutto lunghe – realizzate dalle molte fabbriche di stato per l’Armata Popolare negli ultimi settant’anni

continua la lettura a pag. 54 N. 61/2017

Studio di gruppo

Una decina di anni fa la diffusione della caccia al cinghiale era già in pieno fermento e quindi anche la Merkel proponeva un suo semiautomatico a canna rigata dove il complesso tecnico e stilistico sfruttava al meglio le capacità dell’azienda e degli allora recenti collegamenti societari

di Emanuele Tabasso
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Il raggruppamento di blasonate aziende tedesche di armi sotto a un paio di complessi finanziari ha creato linee di prodotti molto interessanti, soprattutto di elevata funzionalità grazie all’interscambio possibile fra i progetti di questa o quella Casa. Con visione lungimirante si è evitata la comoda omologazione, con minime differenza di dettaglio, lasciando la progettualità aziendale depositaria di una propria impostazione tecnica e stilistica così da raggiungere un ampio ventaglio di clientela, affezionata al marchio e a quel che ne consegue, permettendo scelte che soddisfano l’individualità.

continua la lettura a pag. 46 N. 61/2017

Due canne rigate secondo tradizione

I fucili Express hanno conquistato un ampio spazio sul mercato grazie alla caccia al cinghiale e alla considerazione che molti cacciatori dedicano a quest’arma vista come elemento di spicco per funzionalità e classe

di Emanuele Tabasso
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I sovrapposti a canne rigate vanno molto bene e non gli si possono muovere appunti tecnici di sorta, ma se vogliamo seguire le tracce della storia dovremo senz’altro considerare come la soluzione di abbinare le due canne rigate sia appannaggio del parallelo, in particolare di quei magnifici esempi creati dalle grandi firme britanniche che, nei decenni a cavallo del XIX e XX secolo, mostrarono ai cacciatori di bestie feroci il meglio della loro inventiva e delle loro capacità realizzative.

continua la lettura a pag. 34 N. 61/2017

La forza e l'eleganza

Sul finire degli Anni '30 la Franchi di Brescia aveva iniziato la produzione di un sovrapposto di gran livello cimentandosi nel difficile e particolare campo dello stile e delle chiusure di cui la Casa inglese Boss era l’epigono

Testo e foto di Emanuele Tabasso
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In momenti in cui tante eccellenze industriali italiane sono passate in mani estere sembra quasi inopportuno rammentare come una nostra firma armiera meno di ottant’anni fa avesse tentato la scalata all’olimpo dei fucili a due canne sovrapposte esponendo, poco prima dell’entrata in guerra della nazione, un modello di particolare classe. Abbiamo detto inopportuno perché rigirare il coltello nella piaga fa sempre male e ricordare le cose belle che poi non hanno avuto seguito ha il sapore amaro della sconfitta.

continua la lettura a pag. 78 N. 60/2017

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