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Armi Lunghe

Mimetica flessibilità

La versatilità d'uso è la principale caratteristica di questa più recente versione della Browning BAR, storico prodotto della Casa belga che viene offerto – oltre che in livrea camo – completo di cannocchiale Kite e attacchi

di Marco Benecchi

Strano ma vero, sembra che oggi i contadini e gli allevatori italiani abbiano soltanto due nemici: il lupo e il cinghiale! I lupi sono, e chissà per quanto tempo lo saranno ancora, un vero tabù: i selvatici più protetti in assoluto, mentre i cinghiali vengono cacciati attivamente con molte forme di caccia, dalla classica battuta alla maremmana cosiddetta Cacciarella, alla recente Selezione, passando per l’Aspetto, per la Girata, per la Guidata e per le catture con apposite gabbie.

continua la lettura a pag. 68 N.79/2018

 

Punto di arrivo

La Casa tedesca ha sempre curato la produzione di armi corte e lunghe con una particolare predilezione per quelle da tiro a segno: la KK 500 rappresenta l’odierno stato dell’arte delle carabine da competizione

di Emanuele Tabasso

Terminato il periodo del dopoguerra in cui nei poligoni del TSN si gareggiava con le Beretta modello Unione o le più competitive Jäger del benemerito Armando Piscetta, si era arrivati ai primi anni '60 scoprendo una nuova realtà con le carabine da tiro in arrivo dalla Germania Ovest, e precisamente da Ulm dove le due aziende più famose in questo comparto armiero erano state trasferite per evitare di rimanere nella zona di influenza sovietica.

continua la lettura a pag. 50 N. 79/2018

Il bello della tecnologia

Il trattamento BE.S.T. sulla canna rende straordinariamente piacevole alla vista questo ultimo fucile di Casa Benelli che tuttavia vanta anche doti di resistenza agli agenti esterni finora mai raggiunte

di Paolo Tagini

Certi costruttori di armi seguono le nuove tecnologie, altri le creano: è quasi assiomatico associare a quest'ultima categoria il nome di Benelli. Meno di un anno fa, parliamo del numero 70 di ARMI & BALISTICA, illustravamo il Benelli Raffaello spiegando che questo fucile semiautomatico era un vero e proprio concentrato di tecnologia perché incorporava tutte le soluzioni tecniche più avanzate che sono state ideate e realizzate dalla Casa di Urbino.

continua la lettura a pag. 38 N. 79/2018

Semplicità e potenza

400 metri al secondo di velocità iniziale del pallino sono un bel risultato per una carabina a canna pieghevole: è stato possibile grazie alla tecnologia N-TEC che sfrutta la compressione dell'azoto, anziché il tradizionale mollone d'acciaio

di Massimo Castiglione

Il settore delle armi ad aria compressa è stato senza dubbio quello che, nel corso degli ultimi quattro decenni, ha conosciuto uno dei maggiori sviluppi tecnici. La causa che più probabilmente ha fatto scattare detta evoluzione sono state le competizioni sportive: da quando, cioè, le gare di pistola e carabina ad aria compressa non sono più state considerate un semplice succedaneo invernale indoor delle competizioni con le armi da fuoco, ma hanno ottenuto il rango di vere e proprie discipline sportive, anche olimpiche.

continua la lettura a pag. 76 N. 78/2018

Nobile progetto, raffinata esecuzione

Il fucile rigato presentato negli anni '70 dalla Sauer è stato un esempio di innovazione e merita un attento esame delle soluzioni adottate e del livello delle lavorazioni applicate

di Emanuele Tabasso

Ancora oggi osservando dopo circa quarantacinque anni la meccanica della Sauer 80 si ha la netta percezione che l’ufficio studi abbia voluto creare qualcosa per stupire, come si diceva un tempo, l’inclita e il volgo. Rifacendoci al periodo è facile immaginare il desiderio della Casa di riaffermarsi sul mercato che l’aveva vista protagonista eccellente per tanto tempo: il complesso industriale della J.P. Sauer & Sohn in Turingia, dove prima del conflitto lavoravano circa 5.500 addetti, era un ricordo, ma la volontà di riproporre i fucili a canne lisce e i misti per cui Sauer era quasi sinonimo di drilling rimaneva lì, solida e brillante come non mai.

continua la lettura a pag. 68 N. 78/2018

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