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Killing by Police

Ripercorriamo i fatti di sangue avvenuti la scorsa estate negli Stati Uniti che hanno riaperto dure questioni razziali che credevamo ormai sopite da tempo

di Tony Zanti
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Siamo a Ferguson, Missouri, USA. È una soleggiata estate dell’agosto 2014, un Agente di Polizia di questa città ha appena vuotato il caricatore della sua pistola d’ordinanza (una Sig Sauer modello P229 in calibro .40 S&W con caricatore da dodici colpi e cartucce Federal Jacketed Hollow Point). Il destinatario inteso di quei proiettili (la metà lo ha colpito al capo, torace, mani e braccia) giace a terra, morto. L’Agente, 28enne, è bianco; il morto, 18enne è nero. L’Agente sa benissimo che un mucchio di letame si abbatterà sulla sua persona. E infatti, così sarà!
Scrivo di questo episodio perché esso segna un’altra sfortunata, importante tappa che i media americani (“pappagallati” dal resto dei media occidentali) riportano in una montante campagna di disinformazione che non ha fatto altro che alimentare l’odio razziale in America.

continua la lettura a pag. 68 N.36/2015


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