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NUMERO 81 - 2019

Sportiva e comune


Comprendiamo perfettamente che 33 anni di vigenza del Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo presso il Ministero dell'Interno abbiano radicato taluni aspetti che erano diventati delle vere e proprie certezze. Oggi, con la classificazione delle armi da parte del Banco Nazionale di Prova, non è cambiato solo l'ente certificatore ma l'essenza stessa del procedimento che permette di stabilire se un'arma è “comune da sparo” ed eventualmente anche “sportiva”, fermo restando che la qualifica “da caccia” viene determinata dalle leggi che regolano l'attività venatoria ed esula da quanto stiamo per dire.
La catalogazione da parte del Ministero prevedeva una descrizione meticolosa dell'arma e sull'arma stessa, oltre al numero di Catalogo, era virtualmente impresso anche uno status giuridico immutabile: o è “comune” o è “sportiva”. Il diritto si evolve e oggi la classificazione da parte del Banco – più aderente al dettato della legge rispetto all'opera del Ministero, oltre che più snella – si limita a enunciare dei criteri di individuazione: per esempio, carabine costruite con diverse lunghezze di canna hanno la stessa sigla di classificazione, mentre fino al 2011 avrebbero avuto numeri di Catalogo diversi. Succede così che oggi una stessa arma possa rispondere a diverse sigle di classificazione, cosa che sembra creare qualche problema, tanto più se una sigla assegna all'arma la qualifica di “sportiva” e una no. Giunti a questo punto ci preme sottolineare tre aspetti:
- il costruttore o l'importatore potranno anche, nell'avviso di trasporto armi verso l'armeria, indicare se un'arma è “sportiva” o “comune”, ma la legge non lo richiede proprio: questo documento serve per individuare inequivocabilmente un preciso esemplare di arma, non per stabilirne lo status;
- neanche nel registro di carico e scarico delle armerie si richiede l'indicazione dello status di “sportiva” o “comune”: qualche programma di gestione delle armerie lo fa, ma la legge non lo pone come obbligo;
- leggi alla mano, assume rilevanza l'indicazione dello status di “sportiva” o “comune” solo all'atto della denuncia di possesso, effettuata dal privato quando acquista l'arma perché, da un caso all'altro, cambia il numero di esemplari detenibili.
Giunti a questo punto ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni.

Paolo Tagini

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