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Furgoni portavalori, bersaglio mirato!

Ogni qualvolta sento parlare al telegiornale di assalti a furgoni portavalori mi fermo inevitabilmente a riflettere sull’impatto mediatico che hanno queste notizie sulla popolazione. Cosa pensa la gente quando sente che sono stati rubati svariati milioni di euro da un furgone blindato o che c’è stato un conflitto a fuoco? Da diversi anni seguo la cronaca a livello nazionale per quello che concerne la vigilanza privata e sono innumerevoli i casi di cronaca che vedono coinvolti i furgoni portavalori, molte volte con annessa sparatoria e guardie giurate ferite.
Per chi è già nel settore notizie del genere provocano sempre lo stesso effetto e il primo pensiero generato è che la stessa situazione potrebbe capitare a ognuno di noi ogni qualvolta saliamo su un blindato e chissà cosa potrebbe succedere, che reazione avrebbero i colleghi e se la sera saremo a casa a raccontare quanto accaduto o meno.
Un attacco al portavalori non è equiparabile a una semplice rapina a mano armata, un furto in un’azienda o del ladruncolo in casa bensì si tratta di veri e propri commandos armati che improvvisano in pochi minuti azioni militari con piani strategici studiati, arrivando anche a bloccare tratti interi di autostrada portando via bottini ingenti. Si parla sempre di otto, dieci persone, armate fino ai denti, nella maggior parte dei casi con fucili d’assalto AK47 e dall'altra parte due, forse tre guardie giurate, armate con una 9x21 o se va bene una .44 Magnum, piccole armi insignificanti e che nulla possono contro la potenza di fuoco di quelle nemiche.
Nei soli primi due mesi del 2018 ci sono stati ben sette assalti a furgoni blindati!


Il fenomeno degli assalti è una piaga che affligge il settore della vigilanza da sempre, poche soluzioni riuscirebbero a risolverlo e forse solo in parte, purtroppo la superiorità numerica dei malviventi, la potenza di fuoco delle loro armi rapportate a quella delle guardie giurate, i mezzi utilizzati per gli assalti sono solo alcuni dei punti che giocano inesorabilmente a favore dei cattivi. Sono rari gli eventi durante i quali grazie alla prontezza di riflessi del capomacchina in caso di assalti in movimento o alla preparazione tecnica e relativa reazione immediata in caso di assalti alle guardie fuori dal mezzo, gli assalitori hanno la peggio o addirittura ci lasciano le penne.
I moderni furgoni blindati sono dotati di innovativi sistemi di protezione e sicurezza, soprattutto atti a rendere inutilizzabili le banconote in caso di furto e in alcune province (caso raro) le guardie giurate sono dotate di fucili ma tutto ciò non ferma comunque gli assalitori attratti da trasporti di grosse somme di denaro e da personale poco preparato.
Qualcosa in più si potrebbe fare se ci fosse la volontà di garantire la sicurezza delle guardie giurate e i soldi dei cittadini, basterebbe formare il personale del trasporto valori in maniera adeguata, organizzare equipaggi più numerosi, trasportare somme meno ingenti, dotare le guardie di porto d’armi lunghe e altri piccoli accorgimenti che nell’insieme renderebbe più difficoltoso e impegnativo un eventuale assalto che tra l'altro avrebbe un bottino misero.
Purtroppo il trasporto valori è il ramo della vigilanza che comporta maggiori pericoli per gli addetti del settore che ogni giorno sperano di rientrare a casa sani e salvi.
Tornando all’inizio di questo articolo mi son chiesto cosa pensa la gente quando a pranzo guarda il telegiornale e vengono trasmesse questo tipo di notizie, così chiedo ai lettori estranei al mondo della vigilanza privata di inviarmi una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. con la risposta a questo mio interrogativo per permettermi di capire che reazione e che pensieri provoca un assalto ad un portavalori tra la gente comune o gli appassionati al mondo delle armi.


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