Cerca nel sito

Newsletter

Registrarsi è completamente gratuito. Compila i dati nel form sottostante.
Privacy e Termini di Utilizzo
Banner
Banner
Banner

NUMERO 74 - 2018

Interessi legittimi

Che in tutta Europa sia montato un forte sentimento anti-armi è cosa evidente e anche il nostro Paese non fa eccezione: da noi gli strali dei più accaniti disarmisti sono rivolti contro il porto d'armi da tiro a volo, gabellato come una comoda scorciatoia per avere accesso alle armi. Delle due l'una: o gli anti-armi vogliono impedire del tutto che i privati cittadini di specchiata moralità possano avere accesso alle armi da fuoco, oppure siamo di fronte alla solita polemica pretestuosa. Infatti ben poco differenzia la procedura di rilascio di questo tipo di licenza da quella necessaria per il porto d'armi da fucile da caccia (in questo caso è necessario sostenere l'esame di abilitazione venatoria) o per quello da difesa personale (in quest'altro caso occorre comprovare la necessità di andare armati).
Chi ottiene il porto d'armi per il tiro a volo diventa persona perfettamente nota e facilmente controllabile da parte dell'autorità, che è perfettamente a conoscenza di tutte le armi che per mezzo di questa licenza vengano eventualmente acquistate. Certo, sarebbero ipotizzabili controlli più efficaci e tempestivi senza per questo ledere la privacy degli interessati, però il problema del controllo sulle armi deve essere visto anche da un'altra prospettiva. Qual è quella branca delle forze di polizia che si occupa specificamente delle armi clandestine in mano alla delinquenza? Non esiste. Si parte sempre dal presupposto che si controlli il controllabile (per la gioia dei burocrati poco propensi a scollarsi dalla loro scrivania), quando si sa benissimo che lo Stato dovrebbe fare valere la sua forza su ciò che sfugge per definizione al suo controllo, cioè su ciò che è fuorilegge.
Parole al vento? Forse. Le imminenti elezioni politiche lasciano intravvedere un quadro poco incoraggiante per il nostro Paese, con il fondato rischio che non esca un vero vincitore dalle urne. Se l'ammucchiata è la prospettiva più gettonata, tanto vale premiare i candidati di quei partiti che si sono battuti effettivamente per i nostri interessi.

Paolo Tagini

Banner

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta .

Accetto i cookie da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information