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Colt in .30 Luger

In un recente "giro" in armeria ho notato una pistola che mi ha incuriosito molto: si tratta di una Colt Commander in calibro 7,65 Parabellum. L'arma mi è parsa del tutto originale, nel senso che non mi sembrava un adattamento nel calibro citato di una pistola nata in 9 Parabellum, bensì sembrava nata in casa Colt proprio in .30 Luger, a giudicare dalle diciture recanti questa indicazione che ho riscontrato in vari punti dell'arma.
Di che cosa si tratta?
Lettera firmata – Ancona

All'inizio degli anni '70 l'importatore italiano della Colt (la ditta Demarchi di Torino) ottenne dalla Casa di Hartford l'allestimento di un lotto di 1.050 pezzi della ben nota pistola "Commander Lightweight" in calibro 7,65 Parabellum, allo scopo di soddisfare la "fame" del nostro mercato. Si deve infatti considerare che il 9 Parabellum e il .45 ACP erano proibiti ai privati cittadini e il 9x21 sarebbe nato solo nel 1985; pertanto, visto che l'arma era prodotta originalmente solo in 9 Parabellum e .45 ACP, si ritenne opportuno optare per l'unico calibro ammesso in Italia che presentasse analogie con uno dei due originali e la scelta cadde appunto sul 7,65 Parabellum (.30 Luger nell'accezione americana).
Si tratta dunque di armi allestite dalla Colt e non di adattamenti successivi, che comunque non mancarono. L'indicazione del calibro, come il lettore stesso ha rilevato, fu apposta sul fianco sinistro del carrello, sulla canna in corrispondenza della camera di cartuccia e sul fondello del caricatore; non è dunque difficile riconoscere gli originali dagli adattamenti successivi. Questi ultimi, in particolare, adottavano canne di produzione italiana e sono facilmente identificabili in quanto la dicitura relativa al calibro originale (9 Luger) apposta sul carrello è stata o cancellata o corretta.
Le Colt Commander calibro 7,65 Parabellum erano caratterizzate dal fusto in lega leggera (donde la denominazione aggiuntiva Lightweight = peso leggero); la loro brunitura era di colore nero e montavano un paio di guancette in legno zigrinate con stemma dorato. In generale la lavorazione era di eccellente qualità e fornivano un grado di precisione decisamente buono; adottavano la meccanica delle Mk IV Series 70. I loro numeri di matricola (si tratta di una sigla composta dalle lettere CLW seguita da un numero di sei cifre) sono inseriti fra quelli delle Commander prodotte negli altri calibri.
Attualmente queste pistole rivestono un certo interesse da parte dei collezionisti delle armi prodotte dalla Casa di Hartford, interesse che è sicuramente destinato ad incremento negli anni a venire.

Massimo Castiglione
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