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IL TIRO PUNTATO-MIRATO™

1^ PARTE
IL TIRO MIRATO


di Tony Zanti,
CLET (Certified Law Enforcement Trainer)
BCETS (Board Certified Expert in Traumatic Stress)

Introduzione
In precedenti articoli abbiamo trattato le posizioni di tiro con l’arma corta, ossia le particolari e diverse impostazioni che il corpo umano assume – istintivamente o per abitudine appresa – allo scopo di utilizzare la pistola o il revolver a fuoco e colpire un bersaglio. Facendo riferimento al tiro reattivo, suddetto bersaglio è rappresentato da un aggressore il quale costituisce una seria minaccia nei confronti dell’operatore ed è identificato con un termine abbastanza significativo di Bersaglio Armato™. Si deve però tener presente che anche l’operatore costituisce un bersaglio armato. La presenza di (almeno) due bersagli armati nell’ambiente tattico comporta lo stravolgimento delle aspettative di chi si è allenato a colpire un bersaglio inerte (cartaceo o metallico), nella convinzione che il raggiungimento di un buon risultato (che identifichiamo con la rosata sulla carta o l’abbattimento sicuro del pepper) debba automaticamente tradursi nella vittoria (leggi: sopravvivenza) sul campo.

continua la lettura a pag. 96 N. 57/2016

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